Bambini: il pericoloso gioco della responsabilità.

Autore: Matteo Gianniello

Data Pubblicazione: 30/01/2021

La vicenda tragica della bambina deceduta a Palermo in seguito ad una presunta sfida lanciata su un popolare social network ci costringe nuovamente a porci interrogativi sull’utilizzo della tecnologia da parte dei minori.

È successo quello che forse non pensavamo potesse accadere nel 2021; Una bambina di dieci anni si è tolta la vita mentre partecipava ad una sfida social sulla piattaforma Tik Tok. La giovane ha stretto la cintura dell’accappatoio intorno al suo collo per un lasso di tempo sufficiente a causarle la perdita dei sensi e successivamente il coma cardio respiratorio. I medici dell’ospedale di Palermo, dopo aver provato a rianimarla diverse volte, ne hanno dichiarato la morte celebrale.

Mentre alla famiglia non restava altro che il dolore insanabile di una figlia di dieci anni morta a causa di una sfida social, nell’opinione pubblica, appena la notizia è diventata di dominio pubblico, si è acceso un dibattito ferocissimo dove addirittura il Garante Italiano per la Protezione dei Dati ha disposto il blocco immediato della piattaforma per i minori di 13 anni.


Dovremmo quindi incolpare il social network cinese, reo secondo molti di non aver fatto i dovuti controlli sull’età anagrafica dei suoi utenti, o puntare il dito contro genitori della bambina responsabili di non aver controllato adeguatamente il comportamento della figlia?


Citando Jorge Luis Borges “non si discute per aver ragione ma per capire” e il rischio di trasformare un evento tragico in una inutile e sterile polemica è in agguato, rischiando di sottovalutare un tema molto delicato: l’utilizzo delle piattaforme social da parte dei giovanissimi.