Cos'è la chirurgia robotica?


La chirurgia robotica è in uso da circa 30 anni ed è un connubio tra elettronica, informatica e appunto robotica, che hanno portato a delle nuove tecnologie che non smettono mai di stupirci.


Questa materia è definita “rivoluzionaria” da molti chirurghi che la apprezzano per i suoi numerosi vantaggi, sia reali che potenziali. La sua origine deve molto alle debolezze delle tecnologie di chirurgia mininvasiva (MIS) che l'hanno preceduta.


Oggi, la cistifellea viene spesso rimossa da un chirurgo che si trova in un continente diverso rispetto al paziente operato, utilizzando la telechirurgia robotica. L'attivazione vocale dei bracci robotici e il feedback tattile offrono ai chirurghi il controllo per attuare una telechirurgia che fino a qualche anno fa sembrava impensabile.



La chirurgia mininvasiva è limitata dalla perdita delle sensazioni tattili e legate alla forza, che sono così cruciali nel determinare l'accuratezza delle operazioni chirurgiche. La destrezza del movimento è limitata ha solo quattro gradi di movimento a differenza dei polsi e della mano degli uomini, che ne hanno sette. Anche i tremori fisiologici della mano vengono attenuati nel campo operatorio dallo strumento laparoscopico rigido.


Tutti questi fattori hanno guidato lo sviluppo dei robot chirurgici, a cominciare dal Puma 560 nel 1985, un robot che effettuava biopsie neurochirurgiche, e poco dopo, la resezione transuretrale della prostata.

Puma 560 nel 1985

Poiché la telechirurgia è diventata un'area di ricerca intensiva presso il Centro di ricerca Ames della National Air and Space Administration (NASA), la robotica chirurgica ha iniziato a progredire notevolmente.