Educazione civica al Digitale: qualcosa che manca davvero per i più piccolini.

Autore: Roberto Capra

Data Pubblicazione: 02/02/2021

Le recenti cronache hanno dato notizia del decesso di una bambina che aveva seguito una “challenge” diffusasi su TikTok. Come sempre accade in queste occasioni, si sono moltiplicate le critiche nei confronti dei social fino ad arrivare ad articoli e post ove si richiede di non dare gli smartphone ai bambini.


Tuttavia, la soluzione del “divieto” non solo è anacronistica, ma potrebbe potenzialmente essere anche peggiore del problema che in questo modo si vorrebbe risolvere. Per meglio comprendere l’affermazione, è bene partire dall'inizio: non solo dall'inizio dell’era degli smartphone o dei social, ma proprio dalla nascita di Internet come lo conosciamo ora.

Internet è una rete di elaboratori che è stata pensata in modo che chiunque ne avesse le capacità tecniche potesse pubblicare ciò che riteneva, senza limitazioni.

Il discernimento sulla bontà o meno dei contenuti non era un compito della rete, ma dei suoi utilizzatori. L’avvento del “Web 2.0” ha portato ad un cambiamento del web, con un maggior coinvolgimento degli utilizzatori, sempre più protagonisti nella creazione dei contenuti.


La conseguenza di tale evoluzione è stata la nascita dei “social network” ovvero

di siti che vivono solo grazie a quanto pubblicato dagli utenti, esattamente come accade nelle reti sociali “tradizionali”, che possono esistere grazie all'apporto attivo dei partecipanti.