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Resilienza dei cavi sottomarini: un passo avanti per la connettività globale

11 Febbraio 2026 10:30

Al Summit internazionale sulla resilienza dei cavi sottomarini del 2026, tenutosi in Portogallo, i partecipanti hanno emesso una dichiarazione e una serie di raccomandazioni volte a rafforzare la cooperazione per proteggere la rete globale di circa 500 cavi sottomarini, per una lunghezza totale di oltre 1,7 milioni di chilometri.

La Segretaria generale dell’ITU, Doreen, ha affermato: “Per le infrastrutture digitali critiche come i cavi sottomarini, la resilienza è sia una necessità per il funzionamento end-to-end sia una responsabilità condivisa“. Ha accolto con favore gli impegni assunti dalle parti partecipanti per migliorare l’efficienza della manutenzione, le capacità di preparazione alle emergenze e gli investimenti.

Il vertice ha sottolineato l’importanza cruciale di garantire la connettività di rete nelle aree remote e sottosviluppate, particolarmente vulnerabili alle interruzioni della rete via cavo.

Credo fermamente che il vertice abbia avuto un impatto reale e di vasta portata“, ha affermato Sandra Maximiano, presidente dell’Autorità Nazionale per le Comunicazioni del Portogallo. Ha osservato che i paesi e le comunità insulari con capacità di risposta limitate stanno affrontando rischi significativi.

L’incontro di Porto ha proseguito gli esiti del vertice inaugurale tenutosi ad Abuja, in Nigeria.

Con il crescente slancio globale, gli esperti ritengono generalmente che il rafforzamento della resilienza dei cavi offshore sarà una misura chiave per proteggere la spina dorsale dell’economia digitale.

I cavi sottomarini costituiscono la spina dorsale della rete Internet globale, trasportando oltre il 95-99% del traffico dati internazionale e collegando continenti, Paesi e principali centri economici con infrastrutture in fibra ottica che si estendono per oltre 1,4–1,7 milioni di chilometri di tratte sottomarine. Queste dorsali digitali sono cruciali non solo per le comunicazioni civili — come email, chiamate, video e servizi cloud — ma anche per transazioni finanziarie, servizi bancari, telecomunicazioni e scambi commerciali a livello mondiale. Pur essendo tecnologicamente avanzate, le reti di cavi restano fisicamente vulnerabili a guasti accidentali, ancore trascinate e condizioni marine complesse, e la crescente concentrazione di traffico attraverso rotte chiave crea punti di congestione critici che richiedono ridondanza e percorsi alternativi per garantire continuità di servizio.

La regione del Mar Rosso, in particolare, è emersa negli ultimi anni come uno dei punti più fragili e strategici per la connettività globale: qui passano numerosi cavi sottomarini attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb e collegano l’Asia all’Europa e al Medio Oriente. Incidenti recenti, inclusi tagli o danni a più cavi, hanno provocato interruzioni e rallentamenti significativi del traffico Internet, evidenziando il rischio dovuto sia alle dinamiche del traffico navale sia alle tensioni geopolitiche locali. Tali eventi hanno spinto governi e operatori a sottolineare l’importanza di rafforzare la resilienza delle reti, attraverso una maggiore diversificazione delle rotte, investimenti in infrastrutture di riparazione più rapide e cooperazione internazionale per mitigare le vulnerabilità prima che interruzioni future possano avere impatti ancora più ampi

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Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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