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Windows: scoperta una grave bug nei servizi di Desktop Remoto sfruttato attivamente

11 Febbraio 2026 07:45

Microsoft ha corretto una nuova vulnerabilità di sicurezza che interessa Windows Remote Desktop Services, uno dei componenti più utilizzati per l’accesso remoto ai sistemi Windows.
La falla, identificata come CVE-2026-21533, è stata resa pubblica il 10 febbraio 2026 e permette a un attaccante di ottenere il massimo livello di controllo sul computer colpito.

Si tratta di una vulnerabilità di tipo Elevation of Privilege, ovvero un problema che consente a un utente con permessi limitati di “salire di livello” e agire come amministratore di sistema.

Cosa significa in pratica

In condizioni normali, un utente che accede a un sistema Windows tramite Desktop Remoto ha permessi limitati. Questa vulnerabilità, invece, permette a un attaccante già autenticato di aggirare i controlli di sicurezza e ottenere i privilegi SYSTEM, il livello più alto disponibile in Windows.

Con questi privilegi è possibile:

  • Installare software malevolo
  • Disattivare antivirus e sistemi di difesa
  • Accedere a file e dati sensibili
  • Compromettere completamente il sistema

Non è richiesta alcuna interazione da parte dell’utente e lo sfruttamento è considerato tecnicamente semplice.

Una vulnerabilità già sfruttata

Un elemento particolarmente preoccupante è che Microsoft ha confermato che la vulnerabilità è già stata sfruttata attivamente, anche se i dettagli tecnici dell’exploit non sono stati resi pubblici.

Questo significa che gruppi criminali o attori avanzati potrebbero aver già utilizzato la falla in attacchi mirati, soprattutto contro infrastrutture aziendali e server esposti.

Il punteggio di gravità assegnato da Microsoft è 7.8 su 10, classificato come Important.
Pur non trattandosi di un attacco remoto diretto da Internet, l’impatto è elevato perché:

  • i servizi di Desktop Remoto sono ampiamente diffusi
  • basta un accesso iniziale, anche limitato
  • l’attaccante può ottenere il controllo totale del sistema

In ambienti aziendali, questo tipo di vulnerabilità può diventare un punto di partenza per compromissioni più ampie.

Sistemi coinvolti e come proteggersi

La vulnerabilità interessa un numero molto ampio di versioni di Windows, tra cui:

  • Windows 10 e Windows 11
  • Windows Server 2012, 2016, 2019, 2022 e 2025
  • Sia installazioni standard che Server Core

In pratica, gran parte dei sistemi Windows ancora supportati da Microsoft.

Microsoft ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza ufficiali per tutti i sistemi interessati. L’installazione delle patch è obbligatoria per mitigare il rischio.

In aggiunta, è consigliabile:

  • Limitare l’accesso ai servizi di Desktop Remoto solo agli utenti necessari
  • Proteggere RDP con autenticazione a più fattori
  • Monitorare accessi e attività sospette
  • Applicare il principio del minimo privilegio

Conclusioni

La CVE-2026-21533 dimostra ancora una volta come anche componenti consolidati e largamente utilizzati, come il Desktop Remoto di Windows, possano diventare un punto critico di sicurezza.

In un contesto in cui l’accesso remoto è ormai la norma, aggiornare tempestivamente i sistemi e ridurre la superficie di attacco non è più un’opzione, ma una necessità.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research