Un giovedì nero per milioni di utenti Microsoft Teams in tutto il mondo. Una funzionalità chiave della piattaforma di collaborazione – l’apertura dei documenti Office incorporati – è improvvisamente finita KO, scatenando frustrazione e rallentamenti in aziende e organizzazioni che fanno affidamento quotidiano sul servizio.
Teams nasce con un obiettivo chiaro: fornire un ambiente unico e integrato, dove chat, canali e documenti si fondono per rendere il lavoro più veloce e collaborativo.
Ma oggi, aprire un Word, un Excel o un PowerPoint direttamente da Teams si è trasformato in una missione impossibile: schermate di caricamento infinite, errori criptici, finestre vuote. Un workflow spezzato che costringe gli utenti a cercare strade alternative per portare avanti anche le attività più semplici.
Immaginate di dover aggiornare un foglio Excel durante una riunione, o di consultare un report in tempo reale con i colleghi: ciò che normalmente richiede un click ora diventa un ostacolo che rallenta interi team.
La società di Redmond ha riconosciuto ufficialmente il problema, pubblicando un avviso sul Microsoft 365 Service Health Dashboard con ID TM1143347.
Secondo l’advisory, gli ingegneri Microsoft stanno già analizzando i dati diagnostici per individuare la radice del guasto e ripristinare quanto prima la funzionalità.
Nel frattempo, la community degli utenti si è mobilitata segnalando workaround temporanei: aprire i documenti direttamente dalle app Office o da OneDrive/SharePoint, aggirando così il malfunzionamento interno di Teams.

Se per un singolo utente si tratta di qualche minuto perso, per le aziende che utilizzano Teams come hub centrale di collaborazione il problema ha un impatto diretto sulla produttività.
Riunioni rallentate, decisioni posticipate, presentazioni non accessibili: la disruption colpisce proprio il cuore del lavoro moderno, quello basato sulla condivisione immediata e sull’accesso fluido alle informazioni.
Incidenti come questo ricordano quanto la nostra quotidianità digitale sia fragile e dipendente da ecosistemi centralizzati. Quando un tassello si rompe, l’intera macchina rallenta.
Per questo diventa fondamentale non solo affidarsi al cloud, ma anche prevedere procedure di continuità, alternative operative e formazione dei dipendenti nell’uso di strumenti paralleli.
Oggi è toccato a Teams, domani potrebbe essere un altro servizio critico. L’unica certezza è che il digitale, per quanto indispensabile, rimane un equilibrio delicato, pronto a incrinarsi con un singolo bug.
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