
L’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona è alle prese con le conseguenze di un attacco informatico perpetrato dalla cyber gang Rhysida, avvenuto lo scorso 22 ottobre.
Più di 900.000 file contenenti dati sensibili sono stati trafugati e successivamente pubblicati sul dark web. Gli impiegati dell’ospedale, vittime di questa violazione della privacy, si preparano a ricevere notifiche ufficiali che dettaglieranno le violazioni subite.
In risposta all’attacco, la direzione aziendale dell’Aoui (come riportato da veronasera.it e da l’arena.it) ha organizzato un incontro con i rappresentanti sindacali, guidato dal direttore generale Callisto Bravi e dal responsabile della privacy Felice Schena. L’obiettivo era quello di informare i lavoratori coinvolti sulle misure adottate per affrontare l’incidente e fornire loro una prospettiva chiara sulla natura delle violazioni subite.
Nei prossimi giorni, i lavoratori colpiti riceveranno notifiche ufficiali. Tali comunicazioni includeranno informazioni sulla natura specifica delle violazioni, le conseguenze della divulgazione dei dati personali e le possibili azioni correttive disponibili. La quantità esatta di notifiche non è stata comunicata, ma il coinvolgimento dei dipendenti è stato confermato.
Simone Mazza, responsabile Sanità della Funzione Pubblica Fp Cgil, ha evidenziato che i dati trafugati includono informazioni sensibili come documenti d’identità, pignoramenti e prescrizioni del medico aziendale. La direzione aziendale ha sottolineato che la pubblicazione dei dati sul dark web potrebbe in qualche modo limitare i danni, ma il sindacato solleva preoccupazioni sulla reale sicurezza di tali informazioni.
La Funzione Pubblica Fp Cgil ha espresso perplessità riguardo a diversi aspetti dell’approccio dell’azienda. In particolare, ha sollevato dubbi sulla tempistica della notifica, giunta solo a tre mesi dopo gli eventi, e sulla gravità delle violazioni, sottolineando che esporre dati sul dark web non offre la rassicurazione necessaria ai lavoratori.
La direzione dell’Aoui ha risposto alle critiche sottolineando l’estrema complessità dell’analisi dei file trafugati. Un team dedicato di esperti ha impiegato due mesi per esaminare le tipologie di dati esposti e identificare gli interessati. Tutte le informazioni raccolte sono state inviate all’Autorità garante per la protezione dei dati personali.
L’attacco informatico all’Aoui di Verona continua a sollevare preoccupazioni tra i lavoratori, con dubbi sulla sicurezza e sulla gestione dell’incidente. Le notifiche imminenti ai dipendenti rappresentano un passo importante verso la trasparenza, ma le incertezze persistono riguardo alle reali implicazioni e alle azioni correttive adottate dall’azienda.
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda. Saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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