
Autore: Massimo Chirivì
Data Pubblicazione: 28/02/2022
Stanno aumentando gli interventi e le prese di posizione da parte di gruppi attivisti, cartelli e organizzazioni criminali operanti nel cyberspace.
Oltre alle attività di Anonymous che ha preso posizione contro la Russia di Putin attaccando più di 300 siti governativi russi e TV, ora anche il gruppo CONTI, diventato famoso per il suo ransomware sta entrando nell’elenco dei protagonisti della cyber war, dalle prime dichiarazioni sembra essere da parte della Russia, anche se su alcuni canali del gruppo sembra esserci qualcuno con idee diverse.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Anche il gruppo Ghostsec ha annunciato di aver creato diversi tsunami di traffico causando alcuni DDoS verso siti militari russi, quindi GhostSec è schierato accanto all’Ucraina. A supporto della Russia troviamo il gruppo RedBanditsRU conosciuto per il suo “CoomingProject Ransomware Program”.
Un altro attore è: UNC1151, APT sponsorizzato dalla Bielorussia che si sta schierando in una posizione ostile alla NATO.
11.417.717, questo numero è significativo, sapete di cosa di tratta? E’ il numero degli indirizzi IP pubblici RUSSI esposti sul noto sito Shodan.io.
Cos’è Shodan?

Shodan è un motore di ricerca, stile Google che conoscete tutti, solo che non indicizza contenuti, testi, pagine web, foto, ma indicizza apparati di rete, stampanti, server, workstation, telecamere ed altri oggetti connessi; tutti raggiungibili da chiunque attraverso internet.
Le organizzazioni attiviste, quelle criminali, i cartelli, chiunque, può fare analisi attraverso Shodan ed ottenere informazioni su server su cui effettuare un successivo step chiamato “Analisi delle vulnerabilità” per poi passare alle fasi di attacco.
Naturalmente questo numero riguarda la Russia, ma la situazione è simile in tutto il mondo.
Anche in Italia stiamo messi molto male, soprattutto nel mondo della Pubblica Amministrazione dove risultano una miriade di IP pubblici esposti e con note vulnerabilità.
Dimenticavo, cos’è un indirizzo IP?
E’ l’identificativo univoco di un determinato oggetto collegato in rete (un server, una stampante, una telecamera, un router, ecc.); metaforicamente potremmo paragonarlo all’indirizzo della nostra abitazione. Quando si parla di indirizzo pubblico significa che quell’univocità è a livello mondiale.
Tutto questo è solo una delle cause che sta portando agli attacchi di cui si sta parlando in queste ore.
Attenzione però, non ci sono solo organizzazioni criminali coinvolte, ma ci potrebbero essere anche possibili interazioni di aziende IT leader nel mondo della security.
Non ci dimentichiamo di Kaspersky, quale sarà il ruolo di Kaspersky in questo conflitto? Verrà coinvolta in qualche modo? E’ già stata coinvolta?
Mi piace ricordare che Kaspersky è una delle più importanti aziende che si occupano di Antivirus a livello mondiale. Kaspersky è RUSSA ed il suo CEO è un ex dei servizi segreti Russi, ricordo anche che Putin è un Ex KGB. Legami? Rapporti?
Occorre sapere che l’agent di Kaspersky è installato in tutto il mondo, sparso su milioni di PC e Server. Non mi piace pensar male, ma “tecnicamente” qualcuno potrebbe lanciare un aggiornamento del software e distribuire qualcosa con obiettivi ben diversi da quelli dell’antivirus; un antivirus nel PC ha il potere di analizzare file, osservare comportamenti, analizzare processi, traffico di rete, e tanto altro.
Insomma, un qualcosa di molto invasivo. Non possiamo e non dobbiamo creare allarmismi, ma bisogna essere consapevoli che molte aziende sparse in giro per il mondo hanno un occhio russo nei loro PC e sui loro Server. Bisognerà solo capire se quell’occhio guarderà solo i processi malevoli oppure dell’altro.
Mi piace ricordare che Kaspersky nell’ultimo decennio è stata coinvolta in diversi momenti in situazioni di dubbio circa la sua vicinanza al Cremlino.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeDopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…
CybercrimeNel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…
VulnerabilitàCisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…
InnovazioneQuesta settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…
CyberpoliticaL’articolo pubblicato ieri su Red Hot Cyber ha raccontato i fatti: la multa, le dichiarazioni durissime di Matthew Prince, le minacce di disimpegno di Cloudflare dall’Italia, il possibile effetto domino su Olimpiadi, investimenti e servizi…