
Il collettivo di hacktivisti noto come DarkBit ha recentemente sferrato un attacco ransomware contro l’Ashkelon Academic College (AAC), una delle principali istituzioni accademiche israeliane. In un comunicato rilasciato pubblicamente, il gruppo ha dichiarato che l’operazione è parte di una campagna più ampia per promuovere un cambiamento sociale e politico in Israele, puntando il dito contro la comunità Haredi e la loro esenzione dal servizio militare obbligatorio.
Il college ha due facoltà, la School of Economics and Social Work, per gestione, logistica, banca e contabilità, in cui si svolgono studi universitari e post-laurea , e la School of Health Sciences, per studi universitari in nutrizione, infermieristica e salute pubblica. Il college offre programmi di studi universitari nei campi della politica e del governo , dell’informatica , della sociologia e dell’antropologia , della psicologia , della criminologia , degli studi sulla Terra d’Israele , del turismo e degli studi multidisciplinari nelle scienze sociali.

Nel messaggio, DarkBit afferma che l’attacco mira a denunciare quella che definiscono un’ingiustizia sociale all’interno della società israeliana. Secondo il gruppo, la comunità Haredi e i loro sostenitori devono essere integrati nelle leggi civili del paese, incluso il servizio militare.
La retorica utilizzata dal collettivo richiama esplicitamente il concetto di uguaglianza, condannando una presunta disparità che definiscono come una “regola della Fattoria degli Animali” – un riferimento all’opera di George Orwell.

DarkBit si distingue nella scena cybercriminale per la combinazione di motivazioni ideologiche e tattiche di estorsione. Il gruppo non è nuovo a operazioni di questo tipo e ha già dimostrato di saper sfruttare vulnerabilità tecnologiche per perseguire obiettivi politici e sociali. La loro strategia unisce le tecniche tradizionali dei gruppi ransomware, come il blocco dei sistemi e la richiesta di riscatto, a messaggi pubblici che mirano a mobilitare l’opinione pubblica e a fare pressione sui loro obiettivi.
L’attacco di DarkBit sottolinea la crescente minaccia degli hacktivisti nell’era digitale. Non si tratta solo di crimine informatico tradizionale, ma di operazioni che fondono ideologia, geopolitica e tecnologia per ottenere visibilità e risultati concreti. Nel caso di Israele, dove la tensione tra gruppi laici e religiosi è già un tema di dibattito, questi attacchi possono amplificare divisioni interne e creare ulteriore instabilità.
Gli attacchi ransomware come quello di DarkBit evidenziano la necessità di rafforzare le difese informatiche, specialmente per le istituzioni educative e governative, che spesso diventano bersagli strategici per gruppi cybercriminali e hacktivisti. La comunità internazionale della cybersecurity è chiamata a collaborare per affrontare queste minacce in modo più efficace.
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