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Dating online: il 23% degli italiani truffato! Quanto rischi sulle app di incontri?

Dating online: il 23% degli italiani truffato! Quanto rischi sulle app di incontri?

4 Febbraio 2025 15:42

Norton, marchio consumer di sicurezza informatica, ha pubblicato il suo Consumer Cyber Safety Report – Online Dating Edition 2025. Il report ha intervistato gli italiani per esplorare il loro rapporto con le app di incontri e la loro consapevolezza della sicurezza personale.

Il 24% degli italiani intervistati utilizza abitualmente app di incontri, trascorrendovi in media quasi sei ore alla settimana. Tra gli attuali utenti di app di dating in Italia, il 30% cerca persone per incontri casuali e senza legami, mentre quasi un quarto (24%) cerca di trovare un partner serio a lungo termine.

Attenzione ai segnali d’allarme: Profili sospetti e truffe amorose

Molti utenti hanno probabilmente intenzioni genuine, ma c’è un rischio significativo di incontrare profili fraudolenti su queste app. Visi perfetti? Potrebbero essere generati dall’intelligenza artificiale. Rifiuto di fare videochiamate o inviare messaggi vocali? Mancanza di interazione diretta? Sono segnali d’allarme da tenere in considerazione.

Secondo il report di Norton, il 61% degli utilizzatori abituali intervistati si imbatte in profili o messaggi sospetti almeno una volta alla settimana, e il 23% è stato vittima di una truffa sulle app di incontri, il 48% è stato vittima di una truffa sentimentale e il 27% è stato vittima di catfishing. Le conseguenze possono essere gravi: gli utenti delle app che sono stati vittime di una truffa in queste app hanno riportato perdite finanziarie medie di 4.580,47 euro nell’ultimo anno, con la perdita più alta riportata di 150.000 euro. I truffatori utilizzano diverse tattiche per ingannare gli attuali utenti delle app di incontri; coloro che sono stati vittime di una truffa riferiscono di essere stati ingannati da truffe romantiche (48%), catfishing (27%), truffe di eredità (17%), falsi siti di incontri (17%) e sextortion (16%)

Oltre alle truffe, gli utenti di app di dating online intervistati in Italia hanno ammesso di aver distorto la verità sui loro profili, sia attraverso l’intelligenza artificiale che con altri mezzi. Oltre un quarto (26%) ammette di aver fornito un’età falsa sul proprio profilo e il 61% ha ricevuto un’età falsa da qualcun altro. Coloro che attualmente utilizzano le app di dating si dichiarano aperti all’aiuto dell’intelligenza artificiale: il 62% la userebbe per scrivere una frase per approcciare, il 50% per scrivere un testo di chiusura del rapporto, il 43% per migliorare le proprie foto e il 40% addirittura per andare agli appuntamenti virtuali al posto loro come proxy.

Gli italiani si ribellano: Cresce la consapevolezza dei rischi

Fortunatamente, non tutti sono ignari dei pericoli: il 95% degli attuali utenti italiani di app di incontri prende precauzioni prima di incontrare di persona un potenziale corteggiatore conosciuto online. Gli intervistati hanno riferito di aver adottato le seguenti misure:

  • Cercare la persona sui social media o su Internet (42%)
  • Telefonata con la persona (37%)
  • Fare una videochiamata con la persona (37%)
  • Condividere la propria posizione con un familiare o un amico prima di andare all’incontro (24%)
  • Informare un membro della famiglia o un amico dei loro piani prima dell’incontro (19%)

Tra questi intervistati, Tinder è stato giudicato la piattaforma più sicura (65%), mentre Happn è stato considerato il meno sicuro (19%). Tuttavia, le truffe rimangono un problema persistente.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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