Nelle ultimi minuti, molti utenti di Facebook e Instagram si sono trovati di fronte a un’imprevista interruzione del servizio, con entrambe le piattaforme che sembrano essere completamente inaccessibili per molti.
L’interruzione del servizio fa seguito a una grave interruzione avvenuta nel 2021, quando Facebook, Instagram e WhatsApp rimasero inattivi per più di sei ore. All’epoca, Facebook, ora Meta, dichiarò che l’interruzione era stata causata da “modifiche alla configurazione sui router backbone”.

Gli utenti hanno segnalato problemi di caricamento delle pagine, impossibilità di accedere ai propri account e difficoltà nel visualizzare contenuti. Ma cosa sta succedendo dietro le quinte di due delle piattaforme social più popolari al mondo?
Al momento, le cause esatte del malfunzionamento su larga scala non sono ancora chiare e non sono state fornite dichiarazioni ufficiali da parte di Facebook o Instagram riguardo alla natura del problema. Downdetector, un sito web che monitora i problemi di connettività online, ha registrato un picco di segnalazioni di malfunzionamento provenienti da utenti di tutto il mondo, confermando che il problema è diffuso su una vasta scala.
Al momento i servizi che risultano su Downdetector con un numero molto alto di segnalazioni nell’ultima ora sono Facebook, Instagram e Messanger. Subito dopo WhatsApp.

La cosa interessante da notare che i malfunzionamenti non riguardano solo l’Italia, ma anche diverse parti del mondo pertanto si tratta di un malfunzionamento distribuito.

Nel mentre, accedendo alle pagine di Meta dei servizi attivi, viene riportato che il servizio di ADS Manager, Facebook & Instagram Shops e Meta Admin Center risultano non funzionanti. Ma mentre stiamo aggiornando la pagina metastatus.com, tale pagina non risponde più.

Mentre gli ingegneri di Facebook e Instagram lavorano per risolvere il problema, gli utenti si chiedono cosa possa essere la causa di questo improvviso black-out dei social media. Reuters ha chiesto a Facebook una dichiarazione, ma ancora non è arrivata.
Alcune ipotesi circolano online, ma finora non c’è una spiegazione ufficiale da parte delle aziende coinvolte. Ecco alcune delle ipotesi che sono emerse:

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