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Italiani in vacanza, identità in vendita: soggiorno 4 stelle… Sono in 38.000, ma sul dark web

6 Agosto 2025 17:21

Mentre l’ondata di caldo e il desiderio di una pausa estiva spingono milioni di persone verso spiagge e città d’arte, i criminali informatici non vanno in vacanza. Anzi, approfittano proprio di questo periodo per intensificare le loro attività, puntando su bersagli che in questo momento gestiscono una quantità enorme di dati sensibili: gli hotel, in particolare quelli di lusso.

Di recente, sui forum clandestini del dark web, è apparso un post che ha sollevato un’allerta significativa tra gli esperti di sicurezza informatica.

Un utente ha messo in vendita una “ampia collezione di 38.000 immagini scansionate ad alta risoluzione di documenti d’identità e passaporti degli ospiti” di un hotel a 4 stelle situato a Venezia. L’autore dell’annuncio ha specificato che i dati sono stati ottenuti tramite un “accesso non autorizzato nel luglio 2025”, sottolineando la loro freschezza.

Il post, pubblicato sulla nota piattaforma underground DarkForums, includeva anche degli esempi (debitamente censurati nell’immagine sottostante) di documenti d’identità dei clienti dell’hotel, molti dei quali appartenenti a cittadini italiani.

La vendita di questi dati rappresenta una minaccia concreta e multifattoriale.

Con l’identità digitale di una persona a disposizione, i criminali possono compiere una serie di attività illecite, tra cui:

  • Furto di identità: Le informazioni contenute nei documenti (nome, cognome, data di nascita, luogo di residenza e, in alcuni casi, codice fiscale) possono essere usate per aprire conti bancari fraudolenti, richiedere prestiti a nome della vittima o stipulare contratti di telefonia e altri servizi.
  • Accesso a servizi finanziari: Le copie dei documenti possono essere utilizzate per superare le verifiche “Know Your Customer” (KYC) richieste da molte banche e piattaforme di scambio di criptovalute.
  • Truffe mirate: I criminali possono sfruttare queste informazioni per creare truffe di “phishing” o “smishing” (via SMS) estremamente convincenti, in cui si fingono enti governativi o istituzioni finanziarie per estorcere ulteriori dati o denaro.
  • Ricatto: La conoscenza dei dati personali può essere usata per minacciare o ricattare le vittime.

Il fatto che il furto sia avvenuto in un hotel di lusso aggiunge un ulteriore livello di preoccupazione. Gli ospiti di strutture di questo tipo sono spesso persone facoltose o di alto profilo, rendendole bersagli ancora più appetibili per i criminali, che puntano a un guadagno maggiore e a un potenziale accesso a reti di contatti e informazioni sensibili.

Questo incidente è un monito che la sicurezza dei dati non va in vacanza.

Per i viaggiatori, è fondamentale essere consapevoli dei rischi e, per quanto possibile, verificare le politiche di sicurezza delle strutture ricettive. Per gli operatori del settore alberghiero, è un richiamo urgente a rafforzare le proprie difese informatiche, in un’epoca in cui un singolo attacco può mettere a rischio la reputazione e la sicurezza di migliaia di persone.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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