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Ransomware 2024: Record di Attacchi! Il Peggio Deve Ancora Arrivare?

Ransomware 2024: Record di Attacchi! Il Peggio Deve Ancora Arrivare?

3 Febbraio 2025 10:35

Il numero di attacchi ransomware nel 2024 ha battuto tutti i record precedenti e ha raggiunto i 5.263 casi. Lo hanno riferito gli esperti dell’azienda britannica Gruppo NCC nel loro rapporto annuale. Gli attacchi aumentano del 15% dal 2023 nonostante gli arresti di alto profilo hacker e operazioni di polizia su larga scala.

L’obiettivo principale sono le infrastrutture critiche. E, a giudicare dalle previsioni degli analisti, la situazione non potrà che peggiorare nel 2025: i criminali non lasceranno in pace il settore industriale. Nel 2024 le imprese sono state effettivamente colpite: gli esperti hanno registrato 1.424 casi contro i 1.240 del 2023, con un incremento sempre del 15%.

Quali sono le ragioni di questa impennata?

NCC Group sottolinea tutta una serie di fattori. I criminali scoprono rapidamente le vulnerabilità nei programmi e penetrano nei sistemi, rubando le password dei dipendenti. Sfruttano abilmente le tensioni nelle relazioni internazionali. Sul mercato nero si consolida lo schema ransomware-as-a-service, che consente anche a criminali inesperti di portare a termine operazioni su larga scala. E a causa dell’aumento del tasso di cambio delle criptovalute, i loro guadagni raggiungono cifre alle stelle.

Le forze dell’ordine continuano a cercare di stanare le grandi gang e di chiudere i loro server, ma il modello ransomware-as-a-service consente ai criminali di cambiare rapidamente sede. Dopo che un gruppo viene sconfitto, i suoi membri si uniscono immediatamente a un altro o ne creano uno proprio, per poi tornare alle vecchie abitudini.

Il principale successo della polizia nel 2024 è stata la Liquidazione di LockBit – una gang che ha compiuto un record di 526 attacchi. A febbraio, la National Crime Agency del Regno Unito, l’FBI e altre agenzie di intelligence hanno sequestrato il sito web del gruppo e rivelato l’identità del suo presunto leader, noto come LockBitSupp.

Il leader è stato sanzionato, ma non è stato possibile arrestarlo. Divenne addirittura così audace da annunciare il rilascio di una nuova versione del virus, LockBit 4.0, all’inizio di febbraio 2025. Tuttavia, NCC Group invita a essere scettici riguardo a queste affermazioni: è probabile che gli hacker stiano solo cercando di intimidire le future vittime e salvare la loro reputazione.

Gli esperti ammettono che, per quanto la polizia combatta il male digitale, metta i colpevoli dietro le sbarre e spenga le apparecchiature, tutto assomiglia sempre più a un infinito gioco del gatto e del topo. La storia di BlackCat/ALPHV è indicativa: dopo che il loro sito è stato preso in consegna, gli aggressori sono riusciti ad ingannato i propri complici e sarebbero fuggiti con il denaro, per poi semplicemente cambiare cartello e riprendere gli attacchi. Un destino simile toccò anche a Scattered Spider: dopo l’arresto di personaggi chiave, la banda riempì rapidamente le sue fila con nuove reclute e restituito ad attività illegali.

Con l’aumento della pressione della polizia, proliferano anche i gruppi criminali. Nel 2023, l’NCC Group monitorava 62 gang e nel 2024 il numero ha raggiunto quota 94. Tra i nuovi arrivati, spicca RansomHub, apparso a febbraio, proprio sullo sfondo della sconfitta di LockBit. Il gruppo attirò rapidamente gli ex membri di LockBit e ALPHV, che iniziarono subito ad operare. Alla fine, RansomHub si è classificato al secondo posto in termini di portata delle operazioni nel 2024, attaccando 501 obiettivi.

Nella prima metà dell’anno, LockBit ha hackerato 433 organizzazioni, mentre RansomHub – solo 123. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno, il quadro è cambiato radicalmente: RansomHub ha avuto 378 vittime, LockBit – solo 93.

Ancora una volta, finché esisterà il ransomware come servizio, anche annientando la gang più numerosa non si fermerà l’ondata di attacchi. Non appena la polizia neutralizza il leader del mercato, il suo posto viene preso da una nuova struttura che offre agli esecutori condizioni più favorevoli e strumenti di hacking avanzati.

RansomHub ha chiaramente dimostrato che i nuovi arrivati ​​sono in grado di agire in modo più efficace dei veterani.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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