Ancora guai per la Regione Lazio. I criminali si rifanno vivi.


Sembra che i problemi non siano finiti in questa spinosa situazione nella quale è finita la Regione Lazio. Probabilmente, gli esperti di crisis management dell'azienda, dovevano essere più cauti, per evitare di dire "la faccenda è finita", in quanto con i crimini informatici di rilievo, le cose non finiscono così presto.



I criminali informatici che tengono sotto ostaggio i file dicono che non occorre avvertire la Polizia e che possono dare la prova di essere in grado di decifrare un file crittografato. Questo quasi tutti i RaaS lo permettono prima del pagamento del riscatto, ovvero ottenere un campione decifrato.


Il problema è che dopo gli annunci riportati sui social e sui giornali di aver trovato un backup, capace di ricostruire i dati al 30 di luglio, ecco che la cyber-gang, si fa viva, con un messaggio in inglese:



"Prima di tutto, dobbiamo metterci in contatto con il RAPPRESENTANTE UFFICIALE o IL CEO dell’azienda interessata"


Il messaggio continua dicendo


"Se non hai il diritto di parlare dal nome di questa azienda, non provare a contattarci! Qualsiasi contatto non autorizzato AUMENTA l’importo del riscatto. Possiamo condividere queste informazioni SOLO con persone AUTORIZZATE, senza eccezioni. Riteniamo che tu capisca che queste misure sono necessarie per mantenere la PIENA RISERVATEZZA del nostro accordo. Questa pagina è raggiungibile SOLO tramite il link diretto".