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La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb

La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb

10 Gennaio 2026 09:09

Un massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali.

Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit hanno affermato di aver ricevuto un’email da Meta, che consigliava di reimpostare la password a causa di una presunta violazione dei dati. Ma purtroppo tali email non erano reali, ma solo tentativi di truffa.

I dettagli della compromissione

Secondo quanto emerso dalle analisi dell’azienda Malwarebytes che ha svolto le prime analisi tecniche, il pacchetto di dati trafugati non si limita a semplici identificativi superficiali. Il database include infatti nomi utente, indirizzi e-mail, numeri di telefono e persino indirizzi fisici. La disponibilità di questo set completo di informazioni espone le vittime a rischi concreti di furto d’identità e campagne di ingegneria sociale mirate.


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Sembrerebbe che questo archivio sta circolando attivamente nei mercati del dark web, diventando merce di scambio per hacker e truffatori. Le ripercussioni sono già visibili: numerosi utenti hanno segnalato la ricezione di notifiche per il ripristino della password non richieste. Questo fenomeno suggerisce che i malintenzionati stiano già tentando di forzare gli account utilizzando proprio le credenziali ottenute illecitamente.

Screen dal social network X dove Malware Bytes fornisce evidenza della scoperta

I rischi per l’utenza e il silenzio di Meta

La combinazione di contatti telefonici ed e-mail apre la strada a tentativi di phishing estremamente sofisticati. I criminali possono infatti confezionare messaggi ingannevoli, apparentemente provenienti da Instagram o dalla casa madre Meta, per indurre le persone a consegnare spontaneamente le proprie chiavi di accesso.

Al momento, né InstagramMeta hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per chiarire l’entità dell’accaduto o per fornire rassicurazioni sulle procedure di messa in sicurezza. Resta ancora da accertare la dinamica dell’intrusione: gli esperti stanno valutando se i dati siano stati sottratti attraverso una vulnerabilità diretta dei sistemi della piattaforma o se il punto debole sia stato un servizio di terze parti collegato al social network.

Misure di protezione consigliate

In attesa di comunicazioni ufficiali, il consiglio degli specialisti è di agire preventivamente. Risulta prioritario attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) e aggiornare la propria password con una combinazione complessa e mai utilizzata su altri portali. È inoltre fondamentale diffidare di qualsiasi comunicazione sospetta e monitorare costantemente le sessioni di accesso attive nelle impostazioni di sicurezza del proprio profilo.

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