Aruba comunica una violazione informatica. E la riservatezza?


Aruba, in queste ore sta inviando delle comunicazioni ai suoi utenti relativamente ad una violazione informatica. L'attacco sembra sia avvenuto a causa di un software di terze parti il 23 di aprile scorso, anche se solo adesso è stato comunicato agli utenti, a distanza di circa 3 mesi.



Da quanto riporta la nota è stato:

"rilevato e bloccato un accesso non autorizzato alla rete che ospita alcuni dei nostri sistemi gestionali, ma nessun dato è stato cancellato né alterato".

Viene precisato che "nessun sistema di produzione ed erogazione dei servizi è stato coinvolto, poiché completamente separati".


Aruba ha subito attuato una serie di misure interne ed esterne fra cui informare le Forze dell’Ordine ed il Garante per la Protezione dei Dati Personali. A conclusione di tutte le analisi, ha ritenuto doveroso informare gli utenti di quanto accaduto, seppur non sia richiesta alcuna azione da parte degli stessi.



L'azienda riporta che da:

"grande importanza alla sicurezza informatica e facciamo ingenti investimenti in tecnologia, strumenti ed organizzazione, ma in questa circostanza non siamo riusciti a prevenire l'evento.".

Si tratta, riporta la nota di "un periodo molto particolare, nel quale gli attacchi informatici, sempre più sofisticati, sono in forte aumento e stanno colpendo globalmente aziende ed organizzazioni pubbliche e private di ogni livello". E su questo come dargli torto.


Sembrerebbe che Integrità (I) e Disponibilità (D) dei sistemi non siano state impattate in alcun modo.


I dati impattati sono quelli anagrafici e di fatturazione (nome e cognome, codice fiscale, indirizzo, città, CAP, provincia, telefono, indirizzo email, indirizzo PEC) e i dati di autenticazione all’area clienti, quali login e password, queste ultime protette da crittografia forte, e comunque prontamente disabilitate, pertanto in ogni caso inutilizzabili.



Specifica la nota che

"Non sono stati in alcun modo interessati i dati di pagamento (es. carte di credito), né i servizi dei clienti (es. hosting, cloud, email, PEC…) e tutti i dati in essi contenuti".

E che la disabilitazione delle password di accesso all’area clienti è stata eseguita senza preavviso "come da procedura di sicurezza standard".


Inoltre l'azienda consiglia, qualora la password non sia stata ripristinata di farlo subito.


La nota termina con i consigli per adottare una corretta gestione delle password, che si spera che i lettori di RHC conoscano bene.



In sintesi, anche se velatamente riportato nella nota, la Riservatezza (R) dei dati sembrerebbe sia stata compromessa e che i dati siano in giro, anche se molti di questi cifrati.


Speriamo di non ritrovarli presto in qualche forum underground, come i soliti noti, perchè come sempre diciamo, ogni fuoriuscita di dati è un problema di tutti, sempre.