
Un gruppo di hacktivisti filorussi chiamati ServerKiller, le cui operazioni sono iniziate il 3 aprile del 2023, hanno colpito strutture sanitarie italiane lo scorso 3 gennaio. La tecnica è sempre quella del Distributed Denial of Service (DDoS). Tra i bersagli dichiarati figurano ospedali e cliniche di rilevanza nazionale, come il Policlinico Gemelli, l’Istituto Europeo di Oncologia e altri ancora.
Analogamente al gruppo di hacktivisti filorussi NoName057(16), anche ServerKiller sfrutta attacchi informatici per promuovere la propaganda russa e contrastare il sostegno dei paesi NATO all’Ucraina. Entrambi i gruppi utilizzano principalmente attacchi DDoS per colpire siti web governativi, aziendali e infrastrutture critiche, cercando di destabilizzare e intimidire le nazioni che supportano l’Ucraina. Queste azioni evidenziano una strategia coordinata volta a influenzare l’opinione pubblica e le politiche internazionali attraverso il cyberspazio
Gli attacchi DDoS, come spesso sottolineiamo, non causano danni permanenti ai sistemi, ma si limitano a sovraccaricarli con un flusso anomalo di richieste, causando temporanei disservizi. Una volta cessato il traffico malevolo, i server tornano operativi come prima.
Il nostro viaggio in Italia non è ancora finito. In meno di un'ora saremo catapultati nelle infrastrutture degli ospedali italiani.
Il problema principale, però, non risiede nei danni tecnici ai sistemi, bensì nelle conseguenze per i pazienti come in quiesto caso. L’impossibilità di accedere ai portali delle strutture sanitarie per prenotare visite, consultare risultati di analisi o gestire documentazione medica può avere un impatto significativo sulla salute delle persone, causando ritardi nella diagnosi e nel trattamento.
Negli ultimi anni, le strutture sanitarie sono diventate sempre più vulnerabili a minacce informatiche, non solo attraverso attacchi DDoS, ma anche tramite campagne ransomware. Questi attacchi hanno spesso portato all’esfiltrazione di dati sensibili, tra cui informazioni preziose per l’industria farmaceutica e medica. È quindi fondamentale che le strutture sanitarie adottino misure di protezione avanzate per garantire la continuità operativa e la tutela della privacy dei pazienti.
Infrastruttura: Ospedali - Il settore sanitario italiano è stato abbandonato a causa del supporto all'Ucraina con aiuti militari
https://upmc.it/
https://check-host.net/check-report/21dc5905k40f
https://www.ifo.it
https://check-host.net/check-report/21db0dbakac
https://www.ieo.it
https://check-host.net/check-report/21db110ck805
Home
https://check-host.net/check-report/21daff24k8b7
https://www.salvatormundi.it
https://check-host.net/check-report/21db0c4ck552
https://www.ptvonline.it/
https://check-host.net/check-report/21dd0aaak694
#ServerKillers
Gli ospedali sono bersagli particolarmente vulnerabili agli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che possono compromettere l’accesso a servizi critici e mettere a rischio la vita dei pazienti. Per proteggere queste strutture, è fondamentale implementare strategie di mitigazione DDoS efficaci. Queste includono l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate, come firewall specifici e sistemi di rilevamento delle intrusioni, oltre alla formazione del personale per riconoscere e rispondere tempestivamente alle minacce.
Il gruppo, ServerKiller, attivo dal 2023 è ancora poco conosciuto in Italia, ha iniziato a operare con modalità simili a quelle di KillNet e Noname057(16) anche a livello di propaganda mediatica.
Questo gruppo ha effettuato in passato operazioni nel nostro paese e ha stretto alleanze con altri gruppi filorussi. È probabile che in futuro sentiremo parlare ancora di loro, rendendo ancora più urgente l’adozione di misure di sicurezza adeguate per proteggere le infrastrutture sanitarie
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