
Dopo che oggi abbiamo scoperto il nome della cybergang che ha attaccato il Comune di Palermo e conosciuto quando verranno pubblicati i dati (tra circa 3 giorni), notizia di poco fa è che non potranno essere garantiti i pagamenti degli stipendi per il mese di giugno.
La notizia viene fatta circolare da palermotoday, che riporta che il ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile con una nota inviata oggi al sindaco, al presidente del Consiglio, agli assessori competenti al segretario generale e alla Sispi dichiara quanto segue:
“non potranno essere garantiti il rispetto degli adempimenti contributivi e fiscali, l’effettuazione dei pagamenti dell’amministrazione e le paghe ai comunali, al Coime, agli Lsu”.
Sembra che la storia si ripeta, in quanto tale affermazione era stata già fatta in un altro incidente di sicurezza informatica alla ASL Napoli 3 Sud qualche mese fa quando venne dichiarato che si sarebbe potuto pagare solo la metà dello stipendio a seguito di un incidente ransomware.
Poi la situazione ebbe un brutto epilogo, in quanto tutti i dati trafugati dall’Ospedale vennero pubblicati. Ma questa è un’altra storia di un vicino passato sulla quale abbiamo voltato già pagina.
In sintesi, i sistemi informatici del Comune sono ancora crittografati e non riescono a ripartire e con questi probabilmente anche i sistemi che gestiscono i salari delle persone.
E come di consueto, dopo un attacco di tale natura iniziano a circolare critiche all’amministrazione:
“Ancora oggi il problema non è stato risolto e non è chiaro quando lo sarà, con notevoli difficoltà e disservizi per tutta la cittadinanza. Questa amministrazione continua a non avere vergogna e fino all’ultimo giorno fa danni”.
Questo è quanto detto dal candidato sindaco di Azione e Più Europa, Fabrizio Ferrandelli, che inoltre chiede:
“il pagamento della mensilità, nei tempi previsti, ai dipendenti con il quantum del mese precedente, in modo tale da non mortificarli e metterli in difficoltà e, il mese prossimo si procederà al conguaglio con i conti alla mano”.
Intanto Roberto Lagalla, candidato sindaco del centrodestra pubblica sui social gli screenshot di Vice Society prelevati dalle underground da qualche sito specializzato e riporta:
“Tra conferme confuse e altrettante timide rassicurazioni sul ripristino dei servizi, aleggia ancora un’aura di mistero su cosa stia realmente accadendo. Molti sono i lati oscuri. Chi ha attaccato i server del Comune? È stato richiesto un riscatto? A quanto ammonterebbe questa richiesta? Il Comune ha pagato? Ha intenzione di pagare? Ha avviato una trattativa con gli hacker? È vero che entro tre giorni possano essere pubblicati dati riservati? Dicano la verità ai palermitani”.
Tutte domande che normalmente, almeno in Italia, non hanno risposta anche dopo che vengono concluse le indagini. Peccato perchè tutte queste informazioni potrebbero aiutare altre aziende a migliorarsi e ad evitare di essere colpite a loro volta.
In Italia ancora non facciamo “lesson learned”.
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