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La ASL 3 Napoli sud non riesce a pagare gli stipendi del personale a causa dell’attacco informatico

Continua la crisi informatica alla ASL Napoli 3 sud e le cose non stanno andando decisamente bene dopo la pubblicazione dei dati da parte della cyber gang Sabbath ransomware.

Questa volta, l’epilogo criminale, ovvero la pubblicazione dei dati sul data leak site (DLS), o “sito della vergogna”, è arrivata molto prima che il disastro informatico sia stato risolto da parte dell’organizzazione sanitaria.

Infatti la ASL stenta a ritornare in piedi e questa volta a farne le spese, dopo i suoi pazienti, sono i dipendenti dell’azienda.

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Ricordiamo che l’attacco era riuscito a cifrare ben 42 server HYPER-V che virtualizzavano ben 240 server e che queste informazioni NON sono state condivise dalla regione, ma bensì dagli stessi criminali informatici. Infatti, la cyber gang ha “trollato” l’azienda, riportato chiaramente delle “lesson learned”, che vi invitiamo a leggere in questo nostro articolo.

Inoltre i criminali hanno riportato che:

“Per quanto ne sappiamo, questo fornitore è una società regionale finanziata dallo stato italiano. Un aspetto importante del suo lavoro è la protezione della salute personale e medica e dei dati…”

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Notizia di queste ultime ore è che l’azienda al momento non riesce a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti, oltre a persistere disservizi a causa dell’attacco informatico.

Il motivo di questo problema è dovuto al fatto che ad oggi non è possibile calcolare con precisione l’ammontare degli stipendi da parte dell’ospedale, pertanto il pagamento è stato impostato sulla metà del suo valore, in attesa di ricalcolare l’ammontare corretto degli stipendi del suo personale.

Ovviamente il malumore la fa da padrone e l’atmosfera che regna nell’aria dell’ospedale da parte degli addetti ai lavori è al minimo storico.

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Perché anche questi sono gli effetti collaterali sconosciuti di un incidente informatico di rilievo che fino ad oggi non avevamo “assaggiato”. E proprio questi “effetti collaterali sconosciuti” possono essere difficile da prevedere, vista la forte digitalizzazione della nostra società e chissà quali altri ce ne saranno in futuro che ci riserverà il crimine informatico.

Polizza cyber a parte, occorre come Italia iniziare a lavorare sulle violazioni più ricorrenti che creano disagi alla collettività come è il caso della sanità, ma più in generale, innalzare la cultura sulla cybersecurity per evitare che venga scambiato come azione migliorativa il “togliere i social o internet ai dipendenti“, rispetto alle cose realmente urgenti da fare.

Noi di RHC, siamo vicini al personale sanitario della ASL3 Napoli 3, in quanto oltre al grande sforzo che stanno facendo in questo periodo di emergenza sanitaria, non sembra giusto che vengano ripagati con questa moneta.

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