Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
UtiliaCS 970x120
Banner Ransomfeed 320x100 1
Attenzione: Telegram di default non utilizza la crittografia end-to-end.

Attenzione: Telegram di default non utilizza la crittografia end-to-end.

18 Gennaio 2021 07:00

Abbiamo parlato molto in questo periodo delle tre app più famose di messaggistica quali #WhatsApp, #Telegram e #Signal.

Molti hanno già deciso cosa fare, dopo che Whatsapp ha inviato i messaggi sul cambiamento delle politiche sulla #privacy, ma è importante ricordare che mentre Signal e Whatsapp usano una #crittografia end-to-end di #default, per Telegram non è così, ma occorre attivarla.

La crittografia end-to-end significa che solo il mittente e il destinatario possono leggere il messaggio e quindi anche il #backend, quindi le #infrastrutture #server dell’App non possono aprirlo e leggerlo in chiaro.

Questo è il caso di Whatsapp e di Signal per impostazione predefinita e anche se quei server venissero violati, nemmeno gli #hacker sarebbero in grado di leggerli in chiaro.

Facebook Messenger e Telegram non hanno crittografia e2e predefinita. Affinché sia ​​così, nel caso di Telegram, è necessario avviare una chat “segreta” su entrambe le app.

Questo significa che solo le chat tra due persone hanno il potenziale per essere crittografate e2e.

Questo ricordiamocelo.

#redhotcyber #cybersecurity #e2e #infosec #infosecurity https://mashable.com/article/telegram-whatsapp-signal-end-to-end-encryption-e2e.amp/?europe=true

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cropped RHC 3d Transp2 1766828557 300x300
La redazione di Red Hot Cyber è composta da professionisti del settore IT e della sicurezza informatica, affiancati da una rete di fonti qualificate che operano anche in forma riservata. Il team lavora quotidianamente nell’analisi, verifica e pubblicazione di notizie, approfondimenti e segnalazioni su cybersecurity, tecnologia e minacce digitali, con particolare attenzione all’accuratezza delle informazioni e alla tutela delle fonti. Le informazioni pubblicate derivano da attività di ricerca diretta, esperienza sul campo e contributi provenienti da contesti operativi nazionali e internazionali.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Domini italiani esposti su forum underground. C’è anche un ospedale
Luca Stivali - 12/01/2026

Nel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…

Immagine del sitoCultura
Ritrovato dopo 50 anni: il raro nastro UNIX V4 rivive al Computer History Museum
Redazione RHC - 10/01/2026

Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…