30 anni fa, il mondo dei videogiochi cambiò per sempre con l’uscita di Doom, il leggendario sparatutto in prima persona. Il 10 dicembre, in onore dell’anniversario, uno dei creatori, John Romero, ha annunciato il rilascio di nuovi livelli e ha sottolineato che il gioco un tempo è diventato il punto di partenza per molte professioni nel campo dell’IT.
Nel corso degli anni, Doom ha avuto i suoi alti e bassi. Dieci anni fa, The Register definì il gioco “un classico assoluto” e “lo standard per combattere le forze dell’inferno”. Tuttavia, cinque anni dopo, i critici hanno sottolineato che la grafica e il suono erano obsoleti, confrontandoli in termini di qualità con Minecraft. Nonostante ciò, Doom ha mantenuto il suo posto nel cuore dei fan grazie alla nostalgia e al gameplay unico.
All’influenza di Doom sul mercato IT è stata prestata particolare attenzione nella trasmissione dell’anniversario di Romero e del suo collega John Carmack, lo sviluppatore dell’engine grafico. Doom è stato il primo gioco a supportare il multiplayer su reti locali, il che è servito come incentivo per i giocatori ad acquisire l’equipaggiamento necessario e apprendere nuove abilità.
Il gioco ha contribuito a diffondere la conoscenza dell’hardware del computer tra i fan. Di conseguenza, molti impiegati d’ufficio appassionati del gioco hanno deciso di trasformare il loro hobby in una professione e nel tempo sono diventati dei veri specialisti in apparecchiature e amministrazione di rete.
Si è discussa anche della storia della vendita di Doom e del suo predecessore Wolfenstein 3D su Internet, che all’epoca era una novità. L’annuncio di Wolfenstein 3D è stato inizialmente pubblicato su una bacheca elettronica, ma Doom poteva già essere scaricato integralmente online.
Carmack ha anche ricordato come hanno progettato la confezione fisica di Doom da vendere nei negozi al dettaglio per far risaltare il gioco sugli scaffali. Si temeva che la confezione convenzionale dei DVD non avrebbe attirato abbastanza l’attenzione dei consumatori.
Quando il gioco fu pronto per il rilascio, non dubitarono più del suo successo. “Potremmo vendere questo gioco in una semplice borsa marrone e sarebbe comunque popolare.”
John Romero ha sviluppato un livello unico chiamato SIGIL, che è già disponibile nel Microsoft Store a un prezzo simbolico. Questo livello offre ai giocatori nuove sfide pur mantenendo lo stile e l’atmosfera classici di Doom.
Romero e Carmack credono che l’entusiasmo per Doom continuerà in futuro. Hanno notato che il gioco rimane popolare sia tra i giocatori che tra gli sviluppatori grazie alla sua accessibilità e capacità di creare e modificare facilmente i livelli.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…
InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…