
Negli ultimi giorni, diversi Centri di Assistenza Fiscale (CAF) italiani — tra cui CAF CIA, CAF UIL e CAF CISL — stanno segnalando un’ondata di messaggi SMS sospetti inviati direttamente ai loro clienti. A riportarlo a Red Hot Cyber è stata una segnalazione da parte di Massimo Tenaglia del CED Nazionale, Caf Cia srl.
Il testo del messaggio, come mostrato anche nell’immagine di copertina, invita l’utente a contattare urgentemente un presunto “CAF Centro Assistenza Formativa” a un numero a pagamento che inizia con 893, prefisso noto per i servizi a sovrapprezzo.
«Si prega di contattare con urgenza i nostri uffici CAF Centro Assistenza Formativa al numero 8938939903 per comunicazioni che la riguardano»
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
La modalità del tentativo di frode è chiara: sfruttare la fiducia che i contribuenti ripongono nei CAF per indurre la vittima a chiamare un numero a pagamento, generando così guadagni illeciti per i truffatori.

Ciò che rende questa vicenda particolarmente preoccupante è che i numeri destinatari degli SMS risultano essere effettivamente clienti reali dei CAF coinvolti, persone che hanno usufruito di servizi fiscali come 730, ISEE o dichiarazioni dei redditi. Questo dettaglio fa sorgere il sospetto che non si tratti di un’azione casuale, ma che dietro ci possa essere una vera e propria esfiltrazione di dati: qualcuno potrebbe aver avuto accesso ai database dei CAF o, più probabilmente, a quelli delle software house che forniscono le piattaforme informatiche utilizzate dai centri di assistenza fiscale per la gestione delle pratiche.
Un operatore del settore ci ha scritto in modo informale per condividere queste preoccupazioni:
“La cosa strana che abbiamo riscontrato è che i numeri di telefono destinatari di questi SMS sono proprio dei clienti dei relativi CAF a cui sono stati svolti questi servizi. Siccome ci siamo informati presso i nostri fornitori di servizi a livello informatico e sembra non ci sia nessuna violazione di dati, voi che siete sempre attenti a scovare questi attacchi con tentativi di esfiltrazione di dati, siete al corrente di attività criminale magari nei confronti di software house che lavorano per i CAF?”
Se davvero ci fosse stata una compromissione, non è detto che i CAF siano stati direttamente violati: molto più probabile che i dati siano stati sottratti da fornitori terzi che possono gestire:
Questa modalità rispecchia quanto già accaduto in altri settori, dove i cybercriminali hanno colpito i fornitori tecnologici per ottenere dati sensibili su larga scala.
Inoltre, va ricordato che nel mondo cybercriminale combo di dati (cioè elenchi aggregati di numeri di telefono, email e altre informazioni) sono costantemente in vendita su forum e marketplace underground a prezzi bassissimi.
Un attacco mirato ai clienti di CAF potrebbe quindi essere alimentato anche da dati aggregati provenienti da precedenti data breach o sottratti tramite malware come gli infostealer, che raccolgono informazioni direttamente dai dispositivi compromessi degli utenti.
Non è quindi semplice risalire all’origine dell’esfiltrazione: i dati potrebbero aver fatto diversi “giri” nel tempo, passando attraverso rivendite, scambi o correlazioni con altre compromissioni passate.
Questo rende ancora più difficile individuare con certezza il momento e il luogo in cui le informazioni siano state sottratte, aumentando il rischio per gli utenti finali.
Questa campagna di phishing via SMS sarebbe l’ennesima dimostrazione di come i dati personali possano diventare un’arma nelle mani dei cybercriminali. È importante che i CAF, i fornitori di software e le autorità collaborino per accertare l’origine del problema e proteggere la privacy dei cittadini.
La sicurezza informatica, però, non è fatta solo di tecnologie e controlli: sta diventando giorno dopo giorno una vera e propria cultura, e così deve essere trattata.
Perché anche disponendo dei migliori strumenti di difesa, il social engineering e l’interazione umana resteranno sempre un passo avanti: il bersaglio finale siamo sempre noi, persone che ogni giorno usano il digitale per lavoro o nella vita privata.
Per questo motivo, la consapevolezza del rischio rimane l’arma più potente, e il prodotto migliore su cui investire davvero.
Formazione, sensibilizzazione e attenzione quotidiana possono fare la differenza tra cadere vittima di un attacco e saperlo riconoscere in tempo.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeNella giornata di ieri, la banda di criminali informatici di Everest, rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico alla Mc Donalds. Dal post pubblicato dalla cybergang, i criminali informatici riportano di…
Cyber ItaliaUna nuova, grave minaccia scuote il panorama della cybersicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dagli analisti di Paragon Sec alla redazione di Red Hot Cyber, un pericoloso threat actor ha messo all’asta nel celebre forum underground…
Cyber ItaliaUn nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…
CybercrimeAvevamo già parlato di VoidLink qualche giorno fa, si tratta di un framework composto da oltre 30 moduli che possono essere combinati per soddisfare specifici obiettivi degli aggressori su ciascuna macchina infetta. L’evoluzione dello sviluppo…
CybercrimeUn percorso poco visibile, utilizzato per la gestione dei certificati di sicurezza dei siti web, ha permesso per alcune settimane di aggirare le protezioni di Cloudflare e raggiungere direttamente i server delle applicazioni. La vulnerabilità…