
La pirateria online nell’Unione Europea ha registrato una rapida crescita dopo la pandemia. L’ultimo rapporto semestrale dell’Ufficio europeo per la proprietà intellettuale fa luce sulle tendenze attuali in materia di violazione del diritto d’autore.
I dati forniti dalla società britannica suggeriscono che il calo del traffico verso i siti pirata osservato da diversi anni si è fermato all’inizio del 2021.
Il rapporto evidenziani che più della metà delle attività di pirateria (48%) deriva dalla visione illegale di contenuti televisivi, con il 58% degli utenti che preferisce siti di streaming e il 32% che scarica episodi delle proprie serie TV preferite tramite torrent.
Per la prima volta, il rapporto includeva dati sulla pirateria nel settore delle trasmissioni sportive in diretta, mostrando un aumento del 75% dall’inizio del 2021 alla fine del 2022.
La pirateria musicale, dal canto suo, non registra alcun aumento: gli sforzi del settore per combattere la distribuzione illegale dei contenuti sembrano essere molto efficaci.
La Motion Picture Association aveva precedentemente suggerito che la pandemia avesse contribuito all’aumento della pirateria, ma i dati MUSO suggeriscono un calo dell’attività di pirateria durante i blocchi più duri, soprattutto nel segmento cinematografico. Ciò è dovuto anche al fatto che gli utenti si stanno spostando verso piattaforme legali per visualizzare i contenuti e ridurre la spesa per l’intrattenimento di strada.
È interessante notare che in alcuni paesi l’espansione dell’offerta di servizi di streaming legali ha contribuito a una diminuzione dell’attività di pirateria. Il rapporto sottolinea anche i fattori economici che influenzano la popolarità della pirateria, tra cui il reddito pro capite, i livelli di disuguaglianza di reddito e i tassi di disoccupazione giovanile.
Sebbene i livelli di pirateria online siano ormai al di sotto dei picchi del 2017, resta da chiedersi se l’imminente aumento dei prezzi dei servizi di streaming porterà a una nuova impennata di questo fenomeno.
I dati si basano sul monitoraggio dei siti pirata e sulle statistiche ufficiali, compresi gli studi di EUROSTAT e EUIPO sulla percezione della proprietà intellettuale.
Tuttavia, il rapporto non tiene conto della pirateria IPTV, che sta guadagnando popolarità, e forse se venisse presa in considerazione, i numeri sarebbero molto più alti.
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