Gli scienziati cinesi dell’Università di Nankai hanno fatto un vero passo avanti nel campo delle neuroscienze. Hanno condotto il primo esperimento al mondo in cui una scimmia è stata in grado di controllare un braccio robotico utilizzando uno speciale sensore impiantato nel suo cervello.
Il sensore è stato inserito nel cervello della scimmia attraverso un vaso sanguigno senza la necessità di aprire il cranio. Ciò ha reso la procedura meno traumatica e più sicura rispetto ai metodi tradizionali. Il sensore legge i segnali elettrici dalla corteccia motoria della scimmia e li trasmetteva al robot, che eseguiva i movimenti ai comandi dell’animale.

Questo esperimento apre nuove possibilità per il trattamento e la riabilitazione di persone che soffrono di disfunzioni motorie dovute a ictus, sclerosi laterale amiotrofica o altre malattie. La tecnologia dell’interfaccia cervello-macchina può aiutarli a riconnettersi con il mondo esterno e migliorare la loro qualità di vita.
Gli scienziati cinesi intendono continuare la ricerca in questa direzione e avvicinarsi all’uso clinico. Vogliono anche creare un marchio nazionale di alta qualità di attrezzature mediche ad alta tecnologia che competerà con i leader mondiali in questo campo.

In precedenza, la società di Elon Musk Neuralink, che sviluppa anche l’interfaccia cervello-macchina, ha negato le accuse di crudeltà sugli animali nel corso della ricerca. L’azienda ha affermato di seguire tutte le regole e gli standard sul benessere degli animali e che il suo obiettivo è aiutare le persone con disturbi neurologici.
Gli scienziati dell’Università del Texas ad Austin hanno creato un decodificatore linguistico in grado di tradurre i pensieri di una persona in testo utilizzando uno speciale convertitore AI. Il decodificatore è stato in grado di interpretare l’essenza delle storie che le persone stavano guardando o ascoltando, o anche solo immaginando, utilizzando dei modelli cerebrali.
Synchron è stata la prima azienda ad eseguire un impianto cerebrale nel cervello di un paziente statunitense. L’impianto consente al paziente di inviare messaggi ai social network direttamente attraverso un’interfaccia cervello-computer.
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