
E’ iniziato tutto ieri, lunedì 29 agosto, quando sembrava un banale disservizio della rete, ma che poco dopo si è rilevato nell’ennesimo nuovo attacco informatico che si è imbattuto su una pubblica amministrazione Italiana.
Questa volta a farne le spese è il Comune di Gorizia, che ad oggi si trova con tutta l’infrastruttura IT bloccata a causa di un attacco informatico, presumibilmente di tipo ransomware.
“Per riavere i dati contenuti nel sistema informatico del Comune dovrete pagare seguendo le istruzioni contenute in questo messaggio, in caso contrario i dati saranno pubblicati online e quindi visibili a tutti”.
E’ stato riportato sulla pagina Facebook del Comune di Gorizia. ll sindaco del comune Rodolfo Ziberna ha confermato riportando quanto segue:
“Per riavere i dati contenuti nel sistema informatico del Comune dovrete pagare seguendo le istruzioni contenute in questo messaggio, in caso contrario i dati saranno pubblicati on line e quindi visibili a tutti”.
Sembra un film ma è un messaggio reale trovato ieri sul server dai tecnici del Comune di Gorizia che stavano indagando sul blackout informatico che aveva colpito l’ente nella notte fra domenica e lunedì.
Abbiamo così accertato che, a provocarlo, è stato un attacco hacker al sistema del Comune, una cosa gravissima anche se va detto subito che alcuni servizi importanti, in particolare quelli dell’ anagrafe sono stati solo sfiorati in quanto collegati a server esterni e questo ci ha permesso di riattivare una serie di attività, ad esempio le carte d’identità elettroniche e i cambi di indirizzo mentre le certificazioni sono ancora bloccate. Gli uffici stanno lavorando per cercare di sbloccare quanto prima tutti i servizi mentre la Polizia Postale, subito informata sta indagando sulla vicenda. Di più, in questo momento non posso dire. Mi dispiace molto per i disagi che questa situazione sta creando si cittadini ma anche al personale del Comune. Aggiornerò tutti sull’evoluzione di questa incredibile vicenda.
Faccio un appello ai cittadini : sappiamo che nel nostro territorio sono aumentati i resti informatici per cui invito tutti a stare molto attenti, soprattutto ad aprire mail sconosciute e a rivolgersi alla polizia postale quando si trovano di fronte a qualcosa di anomalo.”

Gurize in friulano è un comune italiano di 33 814 abitanti della regione a statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia. Già capoluogo dell’omonima provincia, dal 1º luglio 2020 è sede dell’omonimo ente di decentramento regionale (EDR).
La città forma un’area urbana integrata anche amministrativamente con i comuni sloveni di Nova Gorica e di San Pietro-Vertoiba. Il territorio della città slovena di Nova Gorica, anch’essa situata lungo il fiume Isonzo, fu parte integrante del comune di Gorizia fino al 1947, quando l’Istria e gran parte della Venezia Giulia vennero cedute alla Jugoslavia in seguito al trattato di Parigi. Per la sua posizione e per la sua storia, Gorizia è uno dei punti di congiunzione fra le culture romanze, slave e germaniche. Come il resto del Goriziano, la città rientra sia nei confini del Friuli sia in quelli della Venezia Giulia.
“una cosa gravissima anche se va detto subito che alcuni servizi importanti, in particolare quelli dell’anagrafe sono stati solo sfiorati in quanto collegati a server esterni e questo ci ha permesso di riattivare una serie di attività, ad esempio le carte d’identità elettroniche e i cambi di indirizzo, mentre le certificazioni sono ancora bloccate. Gli uffici stanno lavorando per cercare di sbloccare quanto prima tutti i servizi. Di più, in questo momento non posso dire”.
Ha aggiunto il primo cittadino.
Al momento, il sito web del comune risulta fuori uso, stessa mimica all’incidente alla GSE che abbiamo pubblicato questa mattina.

“Mi dispiace molto per i disagi che questa situazione sta creando ai cittadini ma anche al personale del Comune. Aggiornerò per quanto possibile tutti sull’evoluzione di questa incredibile vicenda”.
Ha aggiunto il sindato.
“Sappiamo che nel nostro territorio sono aumentati i resti informatici per cui invito tutti a stare molto attenti, soprattutto ad aprire mail sconosciute e a rivolgersi alla polizia postale quando si trovano di fronte a qualcosa di anomalo”.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.
Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
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