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Il COVID19, non è un Black Swan!

Il COVID19, non è un Black Swan!

10 Giugno 2020 08:00

Articolo di: Massimiliano Brolli
Data pubblicazione: 10/06/2020

The Black Swan, è un saggio filosofico/letterario dell’epistemologo Nassim Nicholas Taleb, di origine libanese esperto nella scienza dell’incertezza. Uscito per la prima volta nel 2007 e raccontava che siamo ciechi davanti alla casualità delle cose, in particolare per quanto riguarda le grandi deviazioni degli avvenimenti.


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I cigni neri nel passato si pensava non potessero esistere, fino alla scoperta di una specie nel 1697 in Australia che fece comprendere quanto possa essere “rischioso”, dichiarare qualcosa di impossibile.

Infatti vengono identificati come Black Swan tutti quegli eventi rari, di grandissimo impatto, prevedibili solo a posteriori, come l’invenzione della ruota, la catastrofe dell’11 settembre, il crollo di Wall Street, il successo di Google.

Ma come da copione, dopo ogni disastro, si avviano grandi cambiamenti, per consentire che gli stessi problemi non si ripetano, come è antropologicamente insito nella natura umana. Infatti subito dopo l’11 Settembre, l’amministrazione Obama avviò il “Terrorist Surveillance Program”, un programma di sorveglianza elettronica in seno alla National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti e da li nacquero sistemi di sorveglianza di massa quali Prism, XkeyScore, Tempora (della GCHQ) oltre a complessi strumenti di hacking quali Fluxwire, Dark Matter, Pandemic, Weeping Angel e tanti altri, prodotti dalla Central Intelligence Agency (CIA) degli stati Uniti per poter condurre e vincere una ipotetica Cyber War contro stati nazionali o terroristi.

Ma tutto questo per cosa? e contro chi?

Per proteggerci da noi stessi, per proteggerci dal genere umano.

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Il World Economic Forum nel report The Global Risk Landscape 2019 riportava tra i primi posti il “Cyber Attack”, mentre venne riportato “spread of infectious diseases” con probabilità Bassa e impatto medio. Questa carenza nel calcolo del rischio probabilmente deriva dal fatto che ancora oggi non abbiamo compreso che non esistono più barriere tra le società. Qualcosa che accade dall’altra parte del mondo precipita rapidamente ed impatta tutti con crescente complessità, con crescente integrazione. Questo è il famoso butterfly effect, in cui piccoli eventi in altre parti del mondo influenzeranno fondamentalmente tutte le nostre vite.

Ma al contrario dell’11 Settembre, il Coronavirus – non è un cigno nero – in quanto non mancava di imprevedibilità. La comunità scientifica infatti, è da anni che annunciava una nuova e possibile pandemia (ricordiamoci dell’H1N1, dalla MERS, della SARS e dell’influenza aviaria H5N1 di qualche anno fa), come anche è stato predetto il terribile terremoto nella California del Sud.

Ritornando al report The Global Risk Landscape 2019, vengono citati ai primi posti gli eventi meteorologici estremi, i disastri naturali, i cambiamenti climatici, tutti collegati tra loro, tutte cose che avverranno in tempi successivi, tutte cose sulle quali lavorare, da subito, prima che suoni “la settima tromba”.

E tutte queste catastrofi, non sono un Black Swan!

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Ma dobbiamo dire che questa volta il genere umano non è stato direttamente responsabile di questa pandemia. Il nostro nemico invisibile, è Gaia, la nostra terra che vede il genere umano come una piaga, un corpo estraneo da espellere, che entra piano piano nella sua “pelle” e dilaga infettando ogni ferita che non accenna a guarire mai e che occorre decimare per poter ripristinare l’equilibrio nelle cose, nell’ecosistema dell’intero pianeta che non sta bene e noi tutti non stiamo bene.

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Guardate la Cina all’epoca del lockdown come respirava, pensiamo all’europa come respirava e pensiamo alle povere persone che sono state senza respiro, in un ospedale al collasso, intubati in una stanza in balia dell’incertezza, da soli, vicini ad una morte triste, senza nessuno accanto che gli voglia davvero bene.

Pensiamo a quanto è importante fare un sospiro di sollievo, riacquistare la nostra normalità, riempire di aria pulita i nostri polmoni.

Sono tempi difficili, è vero, ma queste difficoltà e questa incertezza dovranno far riflettere tutti quanti, dal semplice uomo di strada al grande capo di stato che

occorre un forte cambiamento nel modo di essere “abitanti del mondo”

partendo proprio dai capi di stato come buon esempio, che invece di riportare il mondo nel baratro di una nuova Guerra Fredda inseguendo le backdoor, dovranno lavorare assieme negli interessi comuni per ripristinare l’equilibrio delle cose in un mondo troppo complicato, troppo affollato, troppo inquinato e troppo distante da come era stato concepito.

Poi il sesto angelo versò la sua coppa sul gran fiume Eufrate, e le sue acque si prosciugarono perché fosse preparata la via ai re che vengono dall’Oriente. E vidi uscire dalla bocca del dragone, da quella della bestia e da quella del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane. Essi sono spiriti di demoni capaci di compiere dei miracoli. Essi vanno dai re di tutta la terra per radunarli per la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro; beato chi veglia e custodisce le sue vesti perché non cammini nudo e non si veda la sua vergogna). E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Harmaghedon

Apocalisse 16:12. 16:14, 16:15

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Massimiliano Brolli 300x300
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione

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