Ieri, 19 giugno, il noto criminale informatico IntelBroker ha postato sul forum degli hacker BreachForums una violazione, sostenendo che i sistemi di T-Mobile, una delle più grandi società di telecomunicazioni al mondo, sono stati recentemente compromessi e che molti dati riservati sono stati violati.
IntelBroker, noto per i suoi attacchi informatici contro DC Health Link, General Electric, HP Enterprise, Five Eyes, Europol e, più recentemente, AMD e Apple, afferma di vendere “codice sorgente, file SQL, immagini, dati Terraform, certificati t-mobile.com e programmi Silo.”.
Per confermare le sue parole, l’hacker ha pubblicato degli screenshot con diritti di amministratore sul server Confluence e sui canali Slack interni dell’azienda.
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Il colosso delle telecomunicazioni ha rapidamente negato le accuse di hacking e furto del codice sorgente: “I sistemi T-Mobile non sono stati compromessi. Stiamo indagando attivamente su un possibile problema con un fornitore di servizi di terze parti.”
L’azienda ha inoltre sottolineato di non aver trovato alcuna prova di una fuga di dati dei clienti o di codice sorgente e che le affermazioni dell’aggressore circa l’accesso all’infrastruttura aziendale non erano vere. È possibile che i dati forniti dall’hacker siano in realtà vecchi screenshot dell’infrastruttura T-Mobile ospitati su server di terze parti, da dove sono stati rubati.
Recentemente, IntelBroker ha segnalato molti nuovi hack. In effetti ce ne sono così tanti che si può supporre che tutti i dati siano stati ottenuti da un’unica fonte. Una fonte del genere potrebbe essere SnowFlake, che in precedenza ha subito un attacco informatico su larga scala ai conti dei suoi clienti, colpendo almeno 165 aziende.
Comunque sia, scopriremo la verità più avanti, ma questa non è la prima volta che T-Mobile indaga su potenziali compromissioni dei dati. Il caso con IntelBroker è stato il terzo negli ultimi due anni.
Così, nel gennaio 2023, l’azienda ha denunciato il furto dei dati personali di 37 milioni di clienti. E nel maggio 2023 si è saputo di una fuga di dati di centinaia di clienti, durata più di un mese, a partire dal febbraio di quell’anno.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
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