L’esercito israeliano sta utilizzando attivamente l’intelligenza artificiale per selezionare obiettivi degli attacchi nella Striscia di Gaza, sollevando preoccupazioni per un aumento significativo del numero degli obiettivi.
Durante il recente inasprimento del conflitto, più di 15.000 persone sono rimaste vittime dell’esercito israeliano, secondo quanto riferito dal dipartimento sanitario di Gaza, controllato dal movimento palestinese Hamas.
Israele ha già utilizzato l’intelligenza artificiale in combattimenti dal 2021, ma l’attuale confronto militare ha offerto l’opportunità di utilizzare la tecnologia su scala più ampia.
Un sistema chiamato “The Gospel” svolge un ruolo chiave nell’identificazione degli obiettivi degli attacchi.
Questa piattaforma ha notevolmente accelerato il processo di creazione degli elenchi degli obiettivi, mettendo il processo di attacco in costante movimento.
The Gospel promuove attivamente la creazione di raccomandazioni automatizzate per attacchi, comprese le abitazioni private di individui sospettati di appartenere ad Hamas o alla Jihad islamica. Secondo quanto riferito, nel database dell’esercito israeliano ci sono già tra i 30.000 e i 40.000 sospetti militanti.
Gli esatti tipi di informazioni utilizzate da questo sistema sono sconosciuti. Tuttavia, si prevede che i sistemi di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale analizzeranno grandi quantità di dati, comprese informazioni provenienti da droni, comunicazioni intercettate e informazioni sui movimenti e sui modelli comportamentali di individui e gruppi.
Quando si decide di colpire obiettivi, il numero previsto di vittime civili viene preso in considerazione in una valutazione speciale.
Esperti di intelligenza artificiale e diritto internazionale umanitario hanno espresso preoccupazione per il ruolo crescente di sistemi automatizzati complessi e oscuri sul campo di battaglia, nonché per la diminuzione della capacità di valutare adeguatamente il rischio per i civili.
Mentre l’esercito israeliano enfatizza la precisione e il minimo dei danno ai civili, i critici della tecnologia indicano la diffusa distruzione fisica a Gaza come prova del contrario.