
Meta ha annunciato di aver iniziato ad abilitare la crittografia E2EE per impostazione predefinita per tutti gli utenti di Messenger, il che dovrebbe avere un impatto positivo sulla privacy di questi ultimi, ma potrebbe causare numerose lamentele da parte dei governi di molti paesi.
L’introduzione di E2EE sta ottenendo sempre più consenso sia dalle aziende tecnologiche che dagli attivisti per i diritti umani. Ciò è in gran parte dovuto alle crescenti iniziative nel Regno Unito e in altri paesi volte a rendere più semplice per le forze dell’ordine l’accesso ai messaggi crittografati degli utenti.
Meta ha affermato che prevede di completare il processo e di trasferire tutti gli utenti di Messenger alle chat crittografate entro la fine dell’anno. L’azienda lavora a questo progetto dal 2019. Per implementarlo è stato necessario ricostruire più di 100 funzioni della piattaforma.
“L’obiettivo è rafforzare le protezioni già in atto e dare alle persone ulteriore fiducia che i loro messaggi privati rimarranno privati”, ha affermato Timothy Bike, product manager di Messenger.
Nel frattempo, il Regno Unito esercita da tempo pressioni sulle aziende tecnologiche affinché garantiscano l’accesso alle comunicazioni crittografate con il pretesto di proteggere i bambini in base alla legge sulla sicurezza online. Il governo insiste che ciò è necessario per combattere la diffusione di materiale pedopornografico e il reclutamento di minori nelle bande criminali.
L’Australia ha anche espresso preoccupazione sul fatto che i piani di Meta per implementare E2EE su Messenger e Instagram impedirebbero l’utilizzo della tecnologia esistente per rilevare materiale pedopornografico.
Tuttavia, i difensori della privacy ritengono che le forze dell’ordine dispongano di altri modi per rilevare contenuti criminali su Internet. Chiedono ai governi di non sacrificare la sicurezza di milioni di utenti rispettosi della legge, anche a beneficio dei minori.
Le discussioni non hanno ancora acquisito un carattere deciso, poiché sono in discussione i progetti di legge nell’UE e nel Regno Unito. Ma anche se venissero adottati, dovranno sicuramente affrontare sfide legali e critiche da parte di giganti della tecnologia come Meta
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