
Come abbiamo visto, negli ultimi giorni il gruppo di hacktivisti filorussi di NoName057(16) sta colpendo le infrastrutture italiane utilizzando il progetto DDosia. Si tratta di un client decentralizzato che permette ai componenti anonimi della botnet che accedono ad uno speciale canale Telegram di inviare richieste massive verso specifici target.
Tali target vengono scelti a livello centrale da parte dell’organizzazione hacktivista, e diverse istituzioni e aziende private sono state travolte da richieste non lecite negli ultimi giorni. Nel mentre il gruppo di hacktivisti italiani di Anonymous Italia, sta rispondendo con la stessa medaglia, anche se con differente “tecnica”.
Si tratta del vecchio e tanto amato “deface”.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
I siti russi “defacciati”, sono stati abscode[.]ru (una azienda di organizzazione del lavoro in ufficio remoto e cloud) e help-i[.]ru (una azienda di sicurezza informatica). Anche giorni prima dall’inizio degli attacchi da parte dei filorussi, gli Anonymous Italia avevano colpito altri target come maxtesla[.]ru, frog-lab[.]ru e setka.apl30[.]ru.

Per dirla tutta, un attacco di DDoS è un attacco volumetrico, che inonda un target con richieste malformate.
Esistono moltissimi tool che posso fare DDoS mascherati da stress-tool per i siti. Un deface, invece è un attacco di “hacking” classico, che può avvenire tramite il furto di un account di amministrazione del portale (ad esempio joomla o wordpress) oppure attraverso vulnerabilità del portale stesso come SQL injection o vulnerabilità di patching management.

Roberto Beneduci, CEO di CoreTech, ha commentato la vicenda dicendo: “Gli interessi privati delle piattaforme di streaming hanno portato alla realizzazione del sistema Privacy Shield. Ovvero un sistema che impone a tutti gli operatori di bloccare sulla propria rete degli IP identificati come “server pirata”. Si è quindi imposto un coordinamento nazionale tra tutti gli attori delle TLC. Questo progetto è molto interessante…perchè non utilizzarlo anche come strumento per la mitigazione degli attacchi Ddos alle nostre infrastrutture?”
Nel contesto della sicurezza informatica, il termine “defacement” (o deface) si riferisce a un tipo di attacco informatico mirato a modificare il contenuto visibile di una pagina web senza autorizzazione. Gli aggressori che eseguono un attacco di defacement sostituiscono o sovrascrivono il contenuto originale della pagina con informazioni indesiderate, spesso di natura vandalica, politica o pubblicitaria.
Questo tipo di attacco è progettato per attirare l’attenzione, danneggiare l’immagine del sito web e diffondere un messaggio specifico agli utenti che visitano la pagina compromessa. Gli attacchi di defacement possono verificarsi attraverso l’accesso non autorizzato ai file del sito web, l’iniezione di codice malevolo nelle pagine web o altre vulnerabilità nella sicurezza del server o delle applicazioni web.
Le motivazioni dietro gli attacchi di defacement possono variare notevolmente e includono dimostrazioni di abilità, motivazioni politiche, religiose o ideologiche, proteste contro organizzazioni o governi, guadagno finanziario illegale o altre ragioni. Gli attacchi di defacement possono avere conseguenze gravi, inclusi danni all’immagine e alla reputazione del sito, perdite finanziarie, violazioni della privacy degli utenti e azioni legali.
È essenziale adottare misure adeguate di sicurezza informatica per proteggere i siti web da tali attacchi, inclusa l’implementazione di protocolli di sicurezza robusti e l’aggiornamento regolare del software per mitigare le vulnerabilità potenziali.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeAn in-depth analysis of the infrastructural connections of the emerging group Orion Leaks and its potential ties to the former RaaS giant, LockBit. In recent months, following Operation Cronos—conducted by international agencies to dismantle LockBit’s…
CybercrimeUn’analisi approfondita sulle connessioni infrastrutturali del gruppo emergente Orion Leaks e il suo possibile legame con l’ex gigante LockBit RaaS. Negli ultimi mesi, a seguito dell’Operazione Cronos, condotta da agenzie internazionali per smantellare l’infrastruttura e…
CybercrimeNegli ultimi mesi si sta parlando sempre più spesso di un cambio di paradigma nel cybercrime. Quello che per anni è stato percepito come un ecosistema prevalentemente digitale — fatto di frodi, furti di identità,…
CybercrimeA volte, per disattivare la protezione di Windows non è necessario attaccare direttamente l’antivirus. È sufficiente impedirne il corretto avvio. Un ricercatore che si fa chiamare Two Seven One Three (TwoSevenOneT) ha pubblicato su GitHub…
CulturaQuando la sicurezza fallisce prima ancora dell’errore Questo testo nasce dall’esperienza diretta, maturata osservando nel tempo numerosi casi di frodi e incidenti informatici, in cui il fattore umano nella sicurezza è stato l’elemento che ha…