
Non essere uniti è assolutamente la strada più facile per il baratro. L’Italia al pari di altre nazioni deve fare rete, fare sistema di imprese, guardare al futuro in una prospettiva più lungimirante di quanto accaduto nel passato, anche molto recente.
Abbiamo perso terreno causa i soliti conflitti interni spesso più campanilistici e politici che non pratici e pragmatici, consentendo a diverse industrie estere di fare un buon “raccolto” delle nostre expertise e dei nostri migliori talenti. Le nuove frontiere sviluppate dall’Intelligenza Artificiale, saranno certamente un volano per migliore le attività industriali, ma se non facciamo rete rischiamo di essere terreno di conquista ancora.
É del 1 marzo 2024 la notizia apparsa sul sito del NIST (https://www.nist.gov/news-events/news/2024/03/nist-launch-competition-ai-focused-manufacturing-usa-institute) una nuova forma di aggregazione per le industrie private e pubbliche al fine di migliorare i prodotti tecnologici statunitensi. Rendere le aziende più competitive e performanti nel panorama mondiale, è la mission del governo americano, e le parole che il NIST riporta, sono significative.
” Il National Institute of Standards and Technology (NIST) del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato un concorso aperto per un nuovo istituto incentrato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) per migliorare la resilienza della produzione industriale statunitense. Saranno circa 70 milioni di dollari in fondi federali che il NIST prevede vengano investiti in questo nuovo istituto nell’arco di cinque anni, con un contributo uguale o maggiore da fonti di finanziamento private e altre fonti di finanziamento non federali.
L’IA è un acceleratore della nostra produttività e delle capacità umane: può renderci migliori, più veloci e più forti in tanti modi. Sono particolarmente entusiasta del potenziale dell’IA di potenziare la produzione e dei modi in cui può rafforzare i lavoratori e le imprese americane e rendere il nostro paese più competitivo nell’economia globale”, ha affermato il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Gina Raimondo. “Questo nuovo istituto incentrato sull’intelligenza artificiale Manufacturing USA si baserà sull’ampio lavoro dell’amministrazione Biden-Harris per rivitalizzare la produzione americana, investire nell’innovazione e garantire che i lavoratori americani siano pronti ad affrontare le sfide del futuro”.
Manufacturing USA è una rete nazionale di istituti che riunisce persone, idee e tecnologia per risolvere le sfide di produzione avanzate. Tutti gli istituti Manufacturing USA sono collaborazioni pubblico-private incentrate sulla tecnologia, la catena di approvvigionamento, l’istruzione e lo sviluppo della forza lavoro.
I produttori che fanno un uso intelligente dell’IA per migliorare le prestazioni operative e rafforzare le catene di approvvigionamento saranno più produttivi e resilienti mentre competono in un mercato globale sempre più affollato”, ha affermato il sottosegretario al commercio per gli standard e la tecnologia e direttore del NIST Laurie E. Locascio. “Non vediamo l’ora di rivedere le domande per un nuovo istituto Manufacturing USA che rafforzerà l’economia nazionale aiutando i produttori nazionali a massimizzare il potenziale dell’IA.”
Appare evidente, come l’impegno congiunto della politica statunitense ed il mondo industriale privato unito al senso pratico compongano la forza da utilizzare per respingere gli attacchi di molti paesi – Cina in primis – competitors degli USA.
L’Italia con la sua posizione dominante nel mediterraneo deve assolutamente fare altrettanto, se non vogliamo perdere di nuovo questa battaglia tecnologica. Gia in passato con la chimica, l’industria tessile, l’automotive, finanche l’industria alimentare, il nostro paese è stato preda di acquisizioni estere, causando notevoli danni economici, e sopratutto togliendo speranza a famiglie intere e giovani.
Questo’ultimi maggiormente, non trovando più posti di lavoro disponibili, sono stati costretti ad emigrare nella speranza di migliorare le condizioni economiche per costruirsi un futuro. Alcune aree dell’Italia sono depresse, prive di infrastrutture o poli industriali efficienti, perchè ci trasciniamo da anni in conflitti locali privi di ogni sbocco. Ricordo ancora come un ex governatore della banca d’Italia, parlava di lacci e lacciuoli burocratici che imbrigliavano la nostra industria e sopratutto lo sviluppo.
La sfida che le nuove tecnologie stanno portando al mondo è già iniziata, molte aziende che hanno partecipato alla RHC conference, testimoniano che abbiamo ottime potenzialità per poter combattere alla pari dei grandi colossi, ma dobbiamo fare rete, dobbiamo fare sistema paese. Disuniti non andiamo da nessuna parte.
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