
Autore: 3cl1ps3
Data Pubblicazione: 03/06/2021
Poco dopo mezzogiorno del 5 giugno 1989 in Piazza Tienanmen, nel cuore di Pechino, una colonna blindata di carri armati che sfilava nel viale della pace eterna, fu costretta a fermarsi di fronte ad un uomo immobile nel mezzo della strada. Era il giorno dopo la violenta repressione delle proteste studentesche avvenute in quella famosa piazza.
Nell’ampio viale vuoto, l’uomo si fermò, bloccando con forza l’avanzata dei carri armati.
L’aria era ancora piena dell’odore dei proiettili freschi del giorno prima e del suo immenso coraggio.
Il primo carro armato della fila si fermò di fronte a lui e di conseguenza anche gli altri che gli erano dietro. Il carro armato cercò di andare avanti e di spostarsi lateralmente per schivarlo, ma nulla, l’uomo era fermo immobile davanti a lui. Ad un certo puntò salì sul carro armato e gridò: “Tornate indietro. Smettete di uccidere il nostro popolo!”
Sono passati trentadue anni da allora, ma la sua identità (o cosa gli sia successo dopo questo epico atto di sfida) è tutt’oggi ignoto.
È infatti immortalato nella storia dei 100 anni del comunismo in Cina come “Tank Man”. La sua foto e il video in rete è divenuto virale nel mondo, ma in Cina l’incidente e le immagini ad esso connesse sono soggette ad una severa censura applicata dalle infrastrutture del grande firewall cinese (The great firewall of the china).
Piazza Tienanmen sembrava molto diversa l’altro ieri, 1 luglio 2021. Era affollata e decorata per celebrare i 100 anni del comunismo in Cina.
Il presidente Xi Jinping si è congratulato con i 92 milioni di membri del partito comunista al governo durante la sontuosa cerimonia. Era provocatorio e fiducioso.
“L’era della Cina massacrata e vittima di bullismo è finita per sempre”
ha detto Xi Jinping, tra applausi scroscianti. Chissà se ripensava a quel triste capitolo della storia.
“Chiunque oserà provare a farlo avrà la testa sbattuta a sangue contro la Grande Muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi”
ha aggiunto.
La Cina si è aperta. Ma il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente amplificato negli ultimi tempi, come in tutti i paesi in espansione e industrializzati.
Ma il popolo è l’equilibrio della Cina.
In passato quello stesso popolo l’ha portata alla rivolta di Piazza Tienanmen iniziata il 15 aprile e terminata il 5 giugno del 1989, con il brutale massacro di 2500 persone (e 30.000 feriti) da parte dell’esercito cinese, che spense la protesta nel sangue, con fucili d’assalto e carri armati.
Questo tetro pezzo di storia è divenuto un grande punto di snodo nella Cina moderna.
E Xi Jimping lo sa bene.
“Negli ultimi cento anni, il Partito ha unito e guidato il popolo cinese nello scrivere il capitolo più magnifico della storia millenaria della nazione cinese”
ha detto Xi. In seguito ha sottolineato che “il successo della Cina dipende dal Partito” e ha descritto la leadership del PCC come il “punto cruciale da cui dipendono gli interessi e il benessere di tutto il popolo cinese”
E poi si passa alla geopolitica dove ha sottolineato che il popolo cinese
“non permetterà mai a nessuna forza straniera di intimidirci, opprimerci o soggiogarci. Chiunque tenti di farlo si troverà in rotta di collisione con una grande muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi”.
(“In rotta di collisione” è una traduzione ufficiale per l’originale cinese, 头破血流 tóupòxuèliú, un idioma che descrive un violento maltrattamento e una totale sconfitta).
Questo punto fa riflettere sul contesto geopolitico e di espansione tecnologica che la Cina sta portando avanti ormai da diverso tempo.
D’altra parte nel mondo di oggi siamo tanti e il popolo cinese è il più grande fra tutti. Condividiamo il pianeta, i virus, le catastrofi climatiche, il surriscaldamento globale e occorrerà in qualche modo trovare un “difficile equilibrio” per poter coesistere tutti, in egual misura.
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