Poco dopo mezzogiorno del 5 giugno 1989 in Piazza Tienanmen, nel cuore di Pechino, una colonna blindata di carri armati che sfilava nel viale della pace eterna, fu costretta a fermarsi di fronte ad un uomo immobile nel mezzo della strada. Era il giorno dopo la violenta repressione delle proteste studentesche avvenute in quella famosa piazza.
Nell’ampio viale vuoto, l’uomo si fermò, bloccando con forza l’avanzata dei carri armati.
L’aria era ancora piena dell’odore dei proiettili freschi del giorno prima e del suo immenso coraggio.
Il primo carro armato della fila si fermò di fronte a lui e di conseguenza anche gli altri che gli erano dietro. Il carro armato cercò di andare avanti e di spostarsi lateralmente per schivarlo, ma nulla, l’uomo era fermo immobile davanti a lui. Ad un certo puntò salì sul carro armato e gridò: “Tornate indietro. Smettete di uccidere il nostro popolo!”
Sono passati trentadue anni da allora, ma la sua identità (o cosa gli sia successo dopo questo epico atto di sfida) è tutt’oggi ignoto.
È infatti immortalato nella storia dei 100 anni del comunismo in Cina come “Tank Man”. La sua foto e il video in rete è divenuto virale nel mondo, ma in Cina l’incidente e le immagini ad esso connesse sono soggette ad una severa censura applicata dalle infrastrutture del grande firewall cinese (The great firewall of the china).
Piazza Tienanmen sembrava molto diversa l’altro ieri, 1 luglio 2021. Era affollata e decorata per celebrare i 100 anni del comunismo in Cina.
Il presidente Xi Jinping si è congratulato con i 92 milioni di membri del partito comunista al governo durante la sontuosa cerimonia. Era provocatorio e fiducioso.
“L’era della Cina massacrata e vittima di bullismo è finita per sempre”
ha detto Xi Jinping, tra applausi scroscianti. Chissà se ripensava a quel triste capitolo della storia.
“Chiunque oserà provare a farlo avrà la testa sbattuta a sangue contro la Grande Muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi”
ha aggiunto.
La Cina si è aperta. Ma il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente amplificato negli ultimi tempi, come in tutti i paesi in espansione e industrializzati.
Ma il popolo è l’equilibrio della Cina.
In passato quello stesso popolo l’ha portata alla rivolta di Piazza Tienanmen iniziata il 15 aprile e terminata il 5 giugno del 1989, con il brutale massacro di 2500 persone (e 30.000 feriti) da parte dell’esercito cinese, che spense la protesta nel sangue, con fucili d’assalto e carri armati.
Questo tetro pezzo di storia è divenuto un grande punto di snodo nella Cina moderna.
E Xi Jimping lo sa bene.
“Negli ultimi cento anni, il Partito ha unito e guidato il popolo cinese nello scrivere il capitolo più magnifico della storia millenaria della nazione cinese”
ha detto Xi. In seguito ha sottolineato che “il successo della Cina dipende dal Partito” e ha descritto la leadership del PCC come il “punto cruciale da cui dipendono gli interessi e il benessere di tutto il popolo cinese”
E poi si passa alla geopolitica dove ha sottolineato che il popolo cinese
“non permetterà mai a nessuna forza straniera di intimidirci, opprimerci o soggiogarci. Chiunque tenti di farlo si troverà in rotta di collisione con una grande muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi”.
(“In rotta di collisione” è una traduzione ufficiale per l’originale cinese, 头破血流 tóupòxuèliú, un idioma che descrive un violento maltrattamento e una totale sconfitta).
Questo punto fa riflettere sul contesto geopolitico e di espansione tecnologica che la Cina sta portando avanti ormai da diverso tempo.
D’altra parte nel mondo di oggi siamo tanti e il popolo cinese è il più grande fra tutti. Condividiamo il pianeta, i virus, le catastrofi climatiche, il surriscaldamento globale e occorrerà in qualche modo trovare un “difficile equilibrio” per poter coesistere tutti, in egual misura.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Ritorna lunedì 18 e martedì 19 maggio la Red Hot Cyber Conference 2026, l’evento gratuito creato dalla community di Red Hot Cyber, che si terrà a Roma in Via Bari 18, presso il Teatro Italia. L’iniziativa è pensata per promuovere la cultura della sicurezza informatica, dell’innovazione digitale e della consapevolezza del rischio cyber. Rappresenta un punto di incontro tra professionisti, studenti, aziende e appassionati del settore, offrendo contenuti tecnici, workshop e momenti di confronto ad alto valore formativo.
L’edizione 2026 si svolgerà a Roma nelle giornate del 18 e 19 maggio presso il Teatro Italia e includerà attività formative, sessioni pratiche e la tradizionale Capture The Flag. L’evento è completamente gratuito, ma la partecipazione è subordinata a registrazione obbligatoria tramite i canali ufficiali, al fine di garantire una corretta organizzazione e gestione degli accessi.
Le iscrizioni saranno disponibili a partire dal 16 marzo 2026 attraverso la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi ai diversi percorsi dell’evento: workshop, conferenza principale e competizione CTF. I link ufficiali di registrazione saranno pubblicati sui canali di Red Hot Cyber e costituiranno l’unico punto valido per la prenotazione dei posti all’evento.