
L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i neolaureati in informatica affrontano il mondo del lavoro. Non si tratta di sparizioni improvvise di posti di lavoro, ma di una trasformazione dei ruoli entry-level in programmazione e sviluppo. Quello che prima era “scrivere, testare, correggere” oggi si fa con strumenti di IA che danno una mano, e questo significa che il lavoro di base non è più l’unico elemento determinante.
Gli sviluppatori junior oggi devono affrontare compiti che richiedono creatività, pensiero critico e collaborazione. Architettura software, progettazione dell’interfaccia, integrazione dei sistemi, ethical computing: tutti aspetti che un tempo sembravano riservati agli esperti, oggi sono fondamentali già nelle prime esperienze professionali.
Gli strumenti di IA rendono il lavoro più veloce: se prima scrivere dieci righe di codice funzionante al giorno era la norma, oggi si possono fare molte più cose. Ma la conoscenza delle basi resta imprescindibile, perché l’IA suggerisce la via ma non può sostituire completamente il giudizio umano.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Gli studenti lo percepiscono già.
Un sondaggio condotto nel gennaio 2024 su 1.250 studenti tra college biennali e quadriennali ha mostrato che molti stanno già orientando i propri corsi e le aspirazioni professionali in funzione dell’IA. Il 14% ha cambiato addirittura corso di laurea, mentre un altro 34% ne ha sentito almeno un’influenza. Le discipline umanistiche restano meno toccate: solo il 7% segnala cambiamenti, rispetto al 22% nelle discipline interdisciplinari.
Quasi tre quarti degli intervistati sperano che le università li aiutino concretamente a prepararsi a lavorare con l’IA. Non basta saper scrivere codice: vogliono capire come l’IA si applica concretamente in settori come sanità, finanza, energia o logistica.
Le università stanno cercando di adeguarsi. Hanno introdotto master, corsi specifici e programmi interdisciplinari, oltre a corsi che affrontano gli impatti etici e sociali dell’intelligenza artificiale. Alcuni permettono a studenti di discipline umanistiche di acquisire conoscenze pratiche di machine learning; altri puntano sull’esperienza diretta con tirocini e partnership con aziende. L’obiettivo è chiaro: non basta la teoria, servono competenze reali, spendibili sul mercato del lavoro.
Nonostante alcune incertezze economiche, l’informatica resta un settore tra i più remunerativi, soprattutto per chi sviluppa competenze in IA, sicurezza, dati e cloud. L’intelligenza artificiale non elimina solo posti di lavoro: ne crea di nuovi.
Basti pensare all’agricoltura: droni intelligenti che monitorano colture, diagnosticano parassiti e malattie con algoritmi di IA, e permettono interventi mirati. Cinque anni fa queste figure professionali non esistevano; oggi sono realtà, e richiedono competenze miste tra tecnologia, dati e applicazioni pratiche.
Per gli insegnanti la sfida è enorme.
Devono bilanciare l’insegnamento delle basi – algoritmi, strutture dati – con tecnologie in continuo cambiamento. E devono imparare a stare al passo, perché non si può insegnare ciò che non si conosce davvero.
Le scuole più attente collaborano con professionisti del settore e aggiornano i programmi di studio in tempo reale, così da preparare gli studenti a lavori concreti, oggi e in futuro.
In sintesi, i giovani sviluppatori non possono più limitarsi a fare pratica sul codice. Devono pensare, progettare, collaborare e imparare a convivere con l’IA, che è una mano in più ma anche una prova costante delle loro capacità.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

VulnerabilitàUna falla di sicurezza è stata individuata all’interno di Linux, la quale può essere sfruttata in un brevissimo lasso di tempo, tant’è che il kernel comincia subito a operare con la memoria precedentemente rilasciata. Un…
CulturaSan Francisco: 9 gennaio 2007 L’aria aveva qualcosa di strano, come quando sai che sta per succedere qualcosa ma non sai cosa. Steve Jobs era sul palco del Macworld Conference & Expo, jeans, dolcevita nero,…
CyberpoliticaL’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni italiana ha inflitto a Cloudflare Inc. una sanzione amministrativa superiore ai 14 milioni di euro per mancato rispetto della normativa italiana contro la pirateria online. Il provvedimento è stato…
CybercrimeI manifestanti iraniani hanno gridato e marciato per le strade fino a venerdì mattina, dopo l’appello dell’ex principe in esilio Reza Pahlavi a manifestare, nonostante la teocrazia iraniana abbia isolato il Paese da Internet e…
CybercrimeSappiamo che i criminal hacker riescono sempre a sorprenderci, e anche questa volta ci stupiscono per le innovazione e i modi che inventano per poter superare gli ostacoli, come i filtri di antispam. I criminali…