
Fuori orario di ufficio e di notte attingendo al portale di segnalazione dei disservizi #Tim alcuni #dipendenti di società satellite #hackeravano la banca dati del colosso della telefonia per rivendere informazioni #sensibili a call center incaricati di procacciare clienti in ambito non solo telefonico.
E alimentavano un mercato continuo da 1,2 milioni di dati all’anno con introiti da decine di migliaia di euro per volta.
In una operazione della #Polizia #postale e della procura di Roma 13 persone sono finite a domiciliari e 7 sono state raggiunte da un obbligo di dimora tra Roma e la Campania.
È la prima volta che vengono applicate misure cautelari per reati di violazione della #privacy. Tim, che è parte lesa e ha denunciato le operazioni sospette, ha contribuito alle indagini nelle quali è stata ricostruita l’intera filiera del furto telematico: dai dati rubati alla proposta a veri broker del settore fino all’acquisto da parte dei call center.
Venivano venduti pacchetti da 70mila report per volta a 3/5 centesimi l’uno e portavano guadagni fino a 400 euro su singolo contratto stipulato. «Violazioni gravissime su gestione dati personali nelle reti di telefonia», le definisce il procuratore Michele Prestipino, che ha coordinato le indagini con l’ aggiunto Racanelli e i pm De Gregorio e Gerace.
#cybersecurity #redhotcyber #corrieredellasera
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_giugno_26/roma-dati-hackerati-tim-convincere-clienti-cambiare-gestore-13-arresti-248b9e3e-b793-11ea-b7f2-bfb2b67ec0ad.shtml
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