
In un recente rapporto, il direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI) Christopher Wray attribuisce la responsabilità delle più grandi campagne di attacchi informatici al Partito Comunista Cinese, considerando che (a detta di Wray) per l’attuale regime del colosso asiatico, non esiste la pace nel cyberspazio.
Di tutte le indagini attive presso l’FBI, più di 2.000 riguardano tattiche di hacking implementate da agenti del governo cinese, che vengono sorpresi mentre cercano di spiare persone di interesse negli Stati Uniti, rubare informazioni sensibili e persino accedere a software critici del Nord America.
Wray afferma che il governo cinese è stato in grado di rubare un volume di informazioni senza precedenti, causando gravi danni a tutti i tipi di organizzazioni, ad un ritmo allarmante di 2 nuovi incidenti registrati ogni giorno.
Nella loro ricerca per compromettere obiettivi in Occidente, gli hacker cinesi ricorrono a tutti i tipi di metodi e strumenti. Ad esempio, il piano identificato come “Made in China 2025”, elenca 10 punti chiave per il successo della sua repubblica nei prossimi anni, dimostrando che è fondamentale per la Cina assumere un ruolo preponderante a livello globale in campi come la robotica, la ricerca energetica, l’industria aerospaziale e farmaceutica, anche a costo del furto della proprietà intellettuale.
Oltre alle ovvie tattiche di guerra informatica, il Partito Comunista Cinese si rivolge ai suoi agenti di intelligence più abili in cerca di accesso a informazioni critiche che potrebbero influenzare i suoi avversari. Come se non bastasse, il governo cinese mantiene anche investimenti significativi per distribuire la sua influenza ideologica all’estero.
Di fronte a questo scenario di rischio, l’FBI utilizza tutte le sue risorse di intelligence per l’identificazione e lo smantellamento precoce delle campagne di hacking orchestrate dal Partito Comunista Cinese. In una recente operazione, gli agenti americani sono riusciti a interrompere l’esecuzione di una backdoor sui server Microsoft Exchange che avrebbe potuto rivelarsi disastrosa per migliaia di organizzazioni pubbliche e private.
Le agenzie statunitensi cercano anche di condividere tutte le loro scoperte con la comunità di ricerca indipendente e le società di sicurezza, il che consentirà loro di creare un ambiente sempre aggiornato sulle ultime minacce. In questo modo, l’FBI mostra il suo impegno nei confronti delle forze dell’ordine di tutto il mondo e lavora per garantire che la criminalità informatica non possa agire liberamente contro obiettivi critici.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber NewsPer oltre tre decenni è stato una colonna silenziosa dell’ecosistema Windows. Ora però il tempo di NTLM sembra definitivamente scaduto. Microsoft ha deciso di avviare una transizione profonda che segna la fine di un’era e…
InnovazioneAlle dieci del mattino, a Wuhan, due robot umanoidi alti 1,3 metri iniziano a muoversi con precisione. Girano, saltano, seguono il ritmo. È il segnale di apertura del primo negozio 7S di robot umanoidi del…
Cyber ItaliaIl 29 gennaio 2026, sul forum BreachForums, l’utente p0ppin ha pubblicato un annuncio di vendita relativo a un presunto accesso amministrativo non autorizzato ai sistemi interni di una “Italian Car Company”. Come spesso accade in questo tipo di annunci, nessun riferimento…
Cyber NewsIvanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…
CulturaAlla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…