
Un tribunale americano ha stabilito che la società israeliana NSO Group è responsabile di aver sfruttato una vulnerabilità del messenger WhatsApp per installare spyware che consentivano la sorveglianza non autorizzata. La sentenza a favore di Meta Platforms e della sua unità WhatsApp è stata emessa dal giudice Phyllis Hamilton a Oakland, in California.
La causa, intentata da WhatsApp nel 2019, sosteneva che NSO Group avesse ottenuto illegalmente l’accesso ai server del messenger per installare il programma Pegasus, che gli avrebbe permesso di spiare 1.400 persone, tra cui giornalisti, attivisti per i diritti umani e dissidenti. La corte ha stabilito che NSO ha violato i termini dell’accordo e ha compiuto azioni illegali. La fase successiva del caso sarà quella di considerare l’importo del risarcimento.
Il CEO di WhatsApp, Will Cathcart, ha definito la decisione una vittoria per la privacy, sottolineando che le società di spionaggio non possono nascondersi dietro l’immunità legale e devono essere ritenute responsabili delle loro azioni.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Anche gli esperti di sicurezza informatica hanno accolto favorevolmente il verdetto. John Scott-Railton dell’organizzazione canadese Citizen Lab, che per prima ha divulgato i dati di Pegasus nel 2016, ha affermato che la decisione costituirà un importante precedente per l’intero settore dello spyware.
Secondo lui ciò dimostra che le aziende che utilizzano tali strumenti non possono sottrarsi alle proprie responsabilità citando le azioni dei propri clienti.
NSO Group ha affermato che la sua tecnologia aiuta le forze dell’ordine a combattere la criminalità e le minacce alla sicurezza nazionale. Tuttavia, i tribunali statunitensi hanno ripetutamente respinto le sue argomentazioni, compresi i tentativi di ottenere l’immunità sulla base del Foreign Sovereign Immunity Act.
Una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti lo scorso anno ha respinto l’appello di NSO, consentendo la prosecuzione del processo.
Questo caso ha inviato un messaggio importante all’intero settore, evidenziando la necessità di rispettare le leggi e rispettare il diritto alla privacy.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeSappiamo che i criminal hacker riescono sempre a sorprenderci, e anche questa volta ci stupiscono per le innovazione e i modi che inventano per poter superare gli ostacoli, come i filtri di antispam. I criminali…
VulnerabilitàI backup sono generalmente considerati l’ultima linea di difesa, ma questa settimana Veeam ci ha ricordato che i sistemi di backup stessi possono diventare punti di accesso per gli attacchi. L’azienda ha rilasciato aggiornamenti di…
DirittiIl presente contributo approfondisce le criticità tecniche e costituzionali della proposta di Regolamento COM/2022/209 CSAR(Child Sexual Abuse Regulation). Questo studio fa seguito all’inquadramento generale già delineato e si concentra sul conflitto tra l’integrità dei sistemi…
CybercrimePer gran parte degli ultimi due decenni, la sicurezza informatica si è fondata su un presupposto fondamentale: le attività malevole possono essere individuate, analizzate e contrastate prima che producano danni significativi. Questo assunto ha modellato…
CybercrimeUn nuovo report pubblicato dall’Huntress Tactical Response Team documenta un’intrusione estremamente sofisticata individuata nel dicembre 2025, nella quale un attore avanzato è riuscito a compromettere un’infrastruttura VMware ESXi sfruttando una VM escape, ovvero l’evasione da…