
Sempre più amministrazioni avviano simulazioni di campagne di phishing per misurare la capacità dei propri dipendenti di riconoscere i messaggi sospetti. Quando queste attività coinvolgono strutture pubbliche, può succedere che i messaggi vengano inopportunamente segnalati ai CERT istituzionali come se fossero illecite.
Senza qualche accorgimento tecnico per evidenziare la natura simulata dell’attività, la campagna può essere interpretata come un’operazione malevola vera e propria, con il rischio che anche i CERT censiscano gli indicatori della simulazione nelle blacklist operative.
Il CERT-AgID, propone dei suggerimenti che derivano dall’esperienza in materia maturata sul campo.
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Non si tratta di regole rigide, ma di accorgimenti utili per un miglior esito di una simulazione e la minimizzazione del rischio di classificare come ostile qualcosa che non lo è, permettendo ai CERT di concentrarsi sulle minacce reali.

Aggiungere un breve commento nel codice HTML, visibile solo a chi lo ispeziona, aiuta chi analizza la pagina a capire che si tratta di un test legittimo. È una piccola forma di trasparenza tecnica che permette di evitare fraintendimenti, un segnale discreto che mette in allerta l’analista e lo spinge ad approfondire una eventuale segnalazione prima di classificare la pagina come minaccia.
Non oscurare il WHOIS del dominio usato per la campagna. Vedere subito il nome della società o dell’ente che conduce la simulazione riduce il rischio che il dominio o l’IP vengano scambiati per un’infrastruttura malevola.
Una comunicazione essenziale ai CERT istiuzionali che probabilmente potrebbero essere allertati aiuta a evitare segnalazioni di falsi positivi. Possono bastare poche informazioni come:
Non serve descrivere nei dettagli lo scenario, ma solo poche ed essenziali informazioni sono sufficienti permettere ai CERT di riconoscere i relativi indicatori.
Avere un file security.txt (vedere in proposito RFC 9116) disponibile sul dominio della simulazione permette agli analisti di verificare subito se esiste un contatto a cui chiedere conferma. Un riferimento operativo chiaro accelera la gestione dei dubbi e riduce il rischio di trattare la simulazione come un incidente reale.
Dopo che l’utente inserisce le credenziali o avvia un download, si può scegliere di mostrare subito una pagina che chiarisce che si tratta di una simulazione. Questa soluzione evita preoccupazioni inutili e favorisce la consapevolezza. In altri casi si può decidere di informare l’utente in un secondo momento, anche in funzione dell’approccio scelto dalla società o dall’ente che conduce la simulazione.
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