
I ricercatori irlandesi del Trinity College di Dublino hanno scoperto che Google inizia a monitorare i dispositivi Android non appena vengono accesi. Ciò avviene memorizzando identificatori, cookie e altri dati, anche se l’utente non apre mai le applicazioni preinstallate. Nel rapporto si sostiene che non viene richiesto il consenso per tale archiviazione dei dati e che non esiste alcun modo per disattivare il meccanismo.
Tali risultati sono in contrasto con la recente spinta di Google verso una maggiore trasparenza. Ad esempio, Chrome ha in programma di vietare completamente i cookie, ma a quanto pare i possessori di dispositivi Android sono ancora sotto sorveglianza. In particolare, l’attenzione dei ricercatori è stata rivolta a Google Play e Play Services, che svolgono un ruolo chiave in questo sistema di raccolta dati.
Questa conclusione è particolarmente rilevante nel contesto SafetyCore, un modulo installato su milioni di smartphone Android all’insaputa dei loro proprietari. Nonostante l’ondata di indignazione degli utenti, Google non offre soluzioni per disattivare questa funzione.
Nel loro rapporto, Trinity College afferma che Google monitora i clic e le visualizzazioni degli annunci pubblicitari utilizzando l’ID Android, che potrebbe essere facilmente collegato a un utente e a un dispositivo specifico. Inoltre, anche ripristinando le impostazioni di fabbrica dello smartphone non è possibile eliminare questo tipo di sorveglianza, poiché i dati ricominciano semplicemente a essere registrati.
Allo stesso tempo, Google ha recentemente consentito agli sviluppatori di utilizzare nuovamente l'”impronta digitale” per identificare gli utenti, una tecnologia che in precedenza era stata vietata perché non poteva essere cancellata o disattivata manualmente. Secondo i ricercatori, le azioni di Google contraddicono le sue stesse dichiarazioni del 2019, quando l’azienda affermò che tali metodi compromettevano il diritto alla privacy degli utenti.
La questione ora è quanto queste azioni siano conformi alle leggi sulla protezione dei dati, come la direttiva europea sulla privacy elettronica e il GDPR. Poiché lo studio è stato condotto in Irlanda e i paesi dell’UE hanno requisiti rigorosi per la raccolta e l’elaborazione dei dati personali, ciò potrebbe dare luogo a ulteriori contenziosi. In particolare, la direttiva e-Privacy prevede che qualsiasi archiviazione di dati su un dispositivo sia possibile solo con il consenso esplicito dell’utente, a meno che non sia necessaria per il funzionamento di un servizio richiesto dal proprietario del dispositivo.
Google ha risposto ai risultati dello studio affermando che l’azienda rispetta tutte le leggi applicabili in materia di protezione dei dati e che le conclusioni del rapporto si basano su interpretazioni legali imprecise. Allo stesso tempo, la società non prevede di apportare alcuna correzione al funzionamento di Play Services e Play Store.
Non è la prima volta che il Trinity College critica Google per la sua raccolta dati. Nel 2022, i ricercatori scoprirono che le app Google Messaggi e Google Telefono inviavano all’azienda dati sulle chiamate e sui messaggi di testo, inclusi orari delle chiamate e numeri di telefono.
In questo contesto, i ricercatori chiedono alle autorità di regolamentazione di rafforzare la supervisione su Google e altre piattaforme per garantire che gli utenti abbiano un controllo reale sui propri dati personali. Per ora, gli utenti Android non sembrano avere altra scelta che accettare le condizioni attuali o cercare sistemi operativi alternativi.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…
Cyber ItaliaNegli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…