
Il senatore americano Ron Wyden ha avvertito che i governi stranieri stanno spiando gli utenti attraverso i loro smartphone, e ha chiesto ad Apple e Google di fornire i dati sulle notifiche push.
L’informazione era contenuta in una lettera inviata mercoledì al procuratore generale Merrick Garland.
Wyden, è un democratico dell’Oregon (conosciuto per altre vicende sulla privacy), ha detto che il suo ufficio ha esaminato le richieste delle agenzie governative per i dati di Apple e Google. Poiché le notifiche push, inclusi avvisi di notizie, e-mail e notifiche sui social media, vengono inviate attraverso i server di queste aziende, possono rivelare informazioni univoche su come le persone utilizzano app diverse.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Secondo Wyden, le autorità hanno la possibilità di richiedere ad Apple e Google di fornire informazioni e altri dati degli utenti. Tuttavia, negli Stati Uniti, le informazioni sui record delle notifiche push non possono essere divulgate pubblicamente.
I record delle notifiche push possono rivelare a quale app è stata inviata la notifica, quando è stata ricevuta, a quale telefono e a quale account Apple o Google è stata consegnata e talvolta il testo non crittografato della notifica.
Wyden non ha specificato quali governi abbiano richiesto dati sulle notifiche push ad Apple e Google.
Secondo Reuters, agenzie governative straniere, così come agenzie statunitensi, hanno richiesto informazioni a Google e Apple dalle notifiche push. Ad esempio, le agenzie hanno richiesto metadati che potrebbero aiutare a collegare dei messaggi anonimi a specifici account Apple e Google.
Un portavoce di Apple ha detto che il governo federale inizialmente ha vietato alla società di diffondere qualsiasi informazione. Tuttavia, dato che questa pratica è diventata di pubblico dominio, Apple prevede di aggiornare il proprio rapporto sulla trasparenza per includere dati su tali richieste.
Un portavoce di Google ha affermato che la società condivide l’impegno di Wyden nell’informare le persone sulle richieste di dati delle notifiche push. Google è stata la prima grande azienda a pubblicare un rapporto sulla trasparenza che delinea il numero e il tipo di richieste del governo relativamente ai dati degli utenti, comprese le richieste menzionate dal senatore Wyden. L’azienda non ha specificato dove pubblica esattamente le richieste di informazioni sulle notifiche push.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaNel mondo della cybersecurity si parla spesso di attacchi, vulnerabilità, incidenti. Si parla meno di una variabile silenziosa che attraversa tutto il settore: la fatica. Non la stanchezza di fine giornata, ma una fatica più…
CyberpoliticaA volte le cose importanti non arrivano in conferenza stampa. Arrivano come un grafico che smette di respirare: la linea della connettività che crolla, l’OSINT che si inaridisce, il rumore che cresce perché il segnale…
VulnerabilitàUna falla critica è stata individuata nella piattaforma di intelligenza artificiale di ServiceNow, con un punteggio di gravità pari a 9,3 su 10. Questa vulnerabilità, catalogata come CVE-2025-12420, potrebbe permettere a malintenzionati di impersonare utenti…
Cyber ItaliaPer troppo tempo abbiamo interpretato la sicurezza informatica esclusivamente come una fredda barriera di firewall e algoritmi. Abbiamo dimenticato che dietro ogni schermo, ogni attacco e ogni innovazione, batte un cuore umano. In un panorama…
Cyber ItaliaNel monitoraggio quotidiano dei forum underground capita spesso di imbattersi in leak che, almeno a una prima lettura, sembrano “ordinari”: liste di credenziali, accessi a servizi legacy, dump poco strutturati. Il thread “NEW LEAK FTP LOGIN” comparso…