Al torneo di hacking Pwn2Own di Berlino si è verificato un evento storico: esperti di sicurezza d’élite sono riusciti per la prima volta ad hackerare con successo l’hypervisor VMware ESXi sfruttando una vulnerabilità zero-day precedentemente sconosciuta. Si è trattato del proseguimento dell’emozionante giornata di apertura della competizione, quando tre exploit zero-day erano mirati a Windows 11. E il secondo giorno non ha deluso le aspettative: le sorprese sono continuate.
Le ultime settimane hanno già rappresentato una vera prova per la sicurezza aziendale. La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti ha chiesto una protezione urgente contro una grave vulnerabilità di Chrome, già sfruttata attivamente negli attacchi. Contemporaneamente, sono stati rilevati attacchi tramite HTTPBot contro reti aziendali Windows e Microsoft ha confermato la presenza di una vulnerabilità critica nell’infrastruttura cloud con un livello di minaccia massimo di 10 su 10.
In questo contesto, la notizia dell’ecploiy per VMware ESXi che ha premiato i ricercatori con 150.000 dollari potrebbe sembrare solo la “ciliegina sulla torta”, ma in realtà non è così.
È importante comprendere il contesto: Pwn2Own è una competizione legale che si tiene due volte l’anno tra i migliori hacker del mondo. In questo caso, i partecipanti attaccano i prodotti forniti dai venditori in un periodo di tempo limitato, sfruttando vulnerabilità precedentemente sconosciute per identificarle prima che lo facciano i criminali informatici. La vittoria vale punti e premi in denaro e, cosa più importante, il titolo di Master PWN.
Nel caso di VMware ESXi, si tratta del primo hack di hypervisor riuscito nella storia di Pwn2Own, che risale al 2007. L’exploit è stato creato da Nguyen Hoang Thach del team STARLabs SG. Ha sfruttato una vulnerabilità di tipo integer overflow: solo un exploit, ma che exploit. Per la sua scoperta ha ricevuto 150.000 dollari e 15 punti per il torneo.
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