
L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, sta iniziando a preoccuparsi di come la variante delta del COVID-19 potrebbe rovinare il resto dell’anno.
Apple ha già rinviato il ritorno in massa dei dipendenti nella sua sede californiana da settembre a ottobre e i suoi dirigenti si sono interrogati sul fatto che la pandemia possa ritardare il lancio dell’ultimo iPhone per il secondo anno consecutivo.
“La strada per la ripresa sarà tortuosa”
ha detto Cook.
Non c’è dubbio che Cook sia sincero nella sua preoccupazione per l’impatto della variante delta negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Ma da una prospettiva puramente commerciale, un periodo di incertezza post-pandemia potrebbe non danneggiare l’attività di Apple, anzi.
Ciò che è chiaro dai risultati del trimestre di giugno di Apple e della società madre di Google Alphabet e Microsoft, è che la pandemia ha rafforzato il loro dominio, spingendo i consumatori e altre aziende verso servizi e prodotti digitali a un ritmo ancora più rapido.
Questo fenomeno ha trainato i guadagni trimestrali portandoli a 68 miliardi di dollari con i profitti di Apple che si sono quasi raddoppiati, a 21,7 miliardi di dollari, i guadagni di Alphabet che si sono quasi triplicati e a 18,5 miliardi di dollari mentre gli utili di Microsoft, sono aumentati del 50%.
I numeri sono così grandi che iniziano quasi a perdere contesto, ma nonostante ciò hanno superato le aspettative degli analisti.
Sì, ci sono state polemiche da parte degli azionisti su alcuni dettagli dei guadagni di queste tra aziende, ma il messaggio di fondo è che la pandemia ha reso questi giganti più grandi e potenti di quanto probabilmente sarebbero stati.
Ad esempio, i 40 miliardi di dollari di vendite del nuovo iPhone (con vendite superiori del 50% rispetto al trimestre di giugno del 2020), ha registrato aumenti impressionanti, probabilmente anche guidati dal fatto che questo è stato il primo iPhone per le reti 5G, ma solo in parte.
Ma ancora più interessante è stata la crescita del 33% delle entrate della divisione servizi di Apple, che include App Store, Apple Music, iCloud, Apple TV Plus e altri prodotti, a un record di 17,5 miliardi di dollari.
Questa crescita costante, anche dopo il boom della pandemia, suggerisce che Apple stia beneficiando di una più ampia adozione digitale tra i consumatori che, anche se l’economia statunitense riparte, non sembra rallentare ne in situazioni di disagio che in situazioni di floridità.
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