
Gli scienziati stanno riflettendo attivamente sul concetto di trasferimento della coscienza in un computer, sulla base di tre presupposti chiave. Questa idea ha avuto origine all’interno del movimento del transumanesimo e ha ricevuto il sostegno di scienziati famosi come l’inventore e futurista Ray Kurzweil, il filosofo Nick Bostrom e il neuroscienziato Randal Cohen.
Il primo presupposto è lo sviluppo della tecnologia di trasferimento della coscienza nei prossimi decenni. Ad oggi, il circuito di connessioni più complesso nel cervello che gli scienziati siano riusciti a ricreare è il circuito del cervello di una larva di mosca della frutta. Tuttavia, il cervello umano è migliaia di volte più complesso, il che mette in discussione la velocità di sviluppo di tale tecnologia.
La seconda possibilità riguarda la questione se una simulazione del cervello possa produrre una mente reale. Alcuni scienziati ritengono che la complessa struttura delle connessioni neurali sia la chiave per la creazione della coscienza, indipendentemente dalla sua natura fisica.
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La terza ipotesi riguarda se una copia digitale del cervello sarà considerata il vero “tu”. I filosofi sono divisi in due campi: alcuni credono che la continuità biologica giochi un ruolo chiave, altri sostengono che la coscienza e la personalità siano determinate da processi mentali e ricordi.
Il problema si aggrava se si immagina che anche il sé biologico originale sopravvivrà al trasferimento. La domanda allora diventa: quale dei due sarà il vero “tu”?
Pertanto, il trasferimento della coscienza in un computer rimane oggetto di accesi dibattiti e speculazioni. Nonostante i progressi tecnologici, questo processo richiede ancora un atto di fede e la risposta finale alla questione della possibilità di trasferimento della coscienza rimane aperta.
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