
L’ex direttore senior della sicurezza di Uber Technologies, Joseph Sullivan, deve affrontare nuove accuse di frode mediatica. Ricordiamo che nel 2020 è stato accusato di aver nascosto la fuga di dati di 57 milioni di conducenti e passeggeri nel 2016.
Secondo le nuove accuse, Sullivan avrebbe organizzato un pagamento a sei cifre ai due hacker in cambio del loro silenzio sull’hack.
“Ipotizziamo che Sullivan abbia falsificato documenti per sfidare gli obblighi di notifica delle vittime e per coprire un grave attacco informatico, il tutto per arricchire la sua azienda”
ha affermato il procuratore ad interim degli Stati Uniti Stephanie Hinds M. Hinds).
L’avvocato di Sullivan, David Angeli, ha negato la colpevolezza del suo cliente, scrive Bloomberg.
“Niente di nuovo qui. Le “nuove” accuse sono solo una reiterazione delle stesse infondate accuse contro il sig. Sullivan, la cui azione rapida e decisa, nota all’ufficio legale di Uber e a molti altri dipendenti dell’azienda, ha portato alla rapida individuazione dei responsabili per l’incidente”
ha detto Angeli.
Secondo l’accusa, Sullivan avrebbe tentato di mettere a tacere il rilevamento di manomissione costringendo i due hacker a stipulare un accordo di non divulgazione. L’accordo di non divulgazione ha dichiarato che gli hacker non hanno rubato o archiviato dati Uber nel 2016.
Sullivan, 52 anni, è entrato in Uber nel 2015. Ha iniziato la sua carriera come procuratore federale per pirateria informatica e violazioni della proprietà intellettuale. Per oltre un decennio, Sullivan ha lavorato a tempo pieno nella Silicon Valley, PayPal ed eBay, prima di diventare chief security officer di Facebook nel 2008.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaPoco fa, l’Università La Sapienza intorno alle 12:28 ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha costretto al blocco temporaneo di tutti i sistemi digitali dell’ateneo. A darne informazione è il…
CybercrimeSe vi state chiedendo quanto sia grande 31,4 terabit al secondo, la risposta pratica è: abbastanza da far sembrare “un problema di rete” quello che in realtà è un problema di ecosistema. Perché il punto…
Cyber ItaliaLa mattina di lunedì 2 febbraio si è aperta con una notizia inattesa per studenti, docenti e personale della Sapienza Università di Roma. I principali servizi digitali dell’ateneo sono risultati improvvisamente irraggiungibili, generando incertezza e…
Cyber NewsBETTI RHC è un progetto editoriale e culturale ideato da Red Hot Cyber, realtà italiana punto di riferimento nel panorama della cybersecurity e della divulgazione tecnologica. Non si tratta di un semplice fumetto, ma di…
Cyber NewsMentre il cloud è diventato il cuore dell’economia digitale, l’Unione europea si trova davanti a una scelta storica: trasformare la certificazione cloud in uno strumento di sovranità o limitarsi ad un semplice controllo tecnico. Il…