Un QR Code sulle lapidi. Ecco i nuovi cimiteri digitali.


Lorie Miller si china sulla tomba dei suoi nonni a nord di Filadelfia.


Tiene in mano un quadrato di ottone da due pollici che attaccherà accanto ai nomi e alle date della lapide.


Stampato su quel quadrato c'è un codice QR code, quel codice a barre digitale quadrato che puoi scansionare con uno smartphone.


Miller stacca la parte posteriore del suo quadrato per esporre l'adesivo e lo spinge in posizione. La lapide, che per il resto sembra uguale a molte altre intorno, è appena entrata nell'era digitale.



Miller spera che altre famiglie in lutto facciano la sua stessa cosa.


Lei e suo marito, Rick, stanno lanciando una nuova attività chiamata Digital Legacys. I visitatori di una tomba contrassegnata possono estrarre i loro smartphone, scansionare il simbolo QR ed essere inviati a una pagina Web personalizzata per il defunto.

"Possono semplicemente caricare le foto sul sito Web e possiamo creare il loro sito Web"

afferma Lori Miller.



"Ci danno una biografia dei loro cari e possono caricare video, sfondi e musica".

L'attività non è la prima del suo genere; altri stanno già avendo successo vendendo i codici per scopi simili. "È solo una grande tecnologia", dice.


D'altra parte queste sono le nuove tecnologie che stiamo creando per rendere l'aldilà un pò meno lontano. Anche Microsoft ha depositato un brevetto di una non meglio precisata tecnologia che permette di sfruttare i dati diffusi da una determinata persona online spaziando da foto, video e anche messaggi vocali per creare dei chatbot per poterci conversare.



Sarebbe qualcosa di molto vicino alla realizzazione di un’idea vista innumerevoli volte su romanzi, film o serie tv per poter estendere in modo digitale il contatto con una persona dopo la sua morte.


Dalla simulazione di una personalità via software al trasferimento digitale della coscienza, l’idea di oltrepassare i confini della nostra esistenza, è nota ma piano piano sta diventando una realtà.



Nel 2005, Ibm ha avviato il progetto Blue Brain per ricostruire il funzionamento del cervello, partendo da quello di un topo.