Un recente esperimento ha cercato di eseguire “Doom“, il classico videogioco del 1993, su un computer quantistico di avanguardia. Questo tentativo, denominato “Quandoom”, è stato portato avanti da un programmatore conosciuto come Lumorti, che ha voluto testare i limiti della potenza di calcolo quantistica.
Il computer utilizzato, con ben 1.225 qubit, rappresenta uno dei sistemi più potenti mai costruiti, ma si è rivelato incapace di far girare il gioco. Le sfide principali risiedono nella complessità del codice di “Doom”, che richiederebbe un numero molto maggiore di qubit, circa 70.000, e ben 80 milioni di porte logiche per essere eseguito correttamente.
Attualmente, i computer quantistici, sebbene straordinariamente potenti per determinati calcoli e simulazioni, sono ancora lontani dal poter competere con i computer tradizionali nell’esecuzione di software complesso come i videogiochi. Questo esperimento evidenzia le limitazioni tecnologiche attuali e il fatto che l’esecuzione di compiti come il gaming richiede risorse ben oltre le capacità attuali dei dispositivi quantistici.
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Nonostante queste difficoltà, Lumorti è riuscito a simulare parzialmente il gioco, ma solo con l’ausilio di hardware classico che ha integrato il processore quantistico, dimostrando così che, al momento, la simulazione quantistica ha dei limiti pratici significativi.
Il tentativo di far girare un gioco iconico come “Doom” su una macchina quantistica è comunque un esercizio interessante e simbolico, che mette in luce la strada ancora lunga che la tecnologia deve percorrere. I computer quantistici eccellono in ambiti diversi, come la crittografia e la simulazione molecolare, ma non sono progettati per sostituire i tradizionali processori nei giochi o altre applicazioni più comuni.
Il progetto “Quandoom” è un esempio di come gli appassionati e i ricercatori stiano esplorando l’applicazione dei computer quantistici in contesti creativi. Tuttavia, l’esperimento ha chiarito che, per quanto potente, la tecnologia quantistica è ancora in fase di sviluppo e non pronta per applicazioni consumer come i videogiochi.
In conclusione, l’esperimento ha fornito preziose informazioni sui limiti e le potenzialità dei computer quantistici. Sebbene Doom non possa essere eseguito su una piattaforma quantistica attuale, il campo rimane affascinante e promette sviluppi futuri.
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