13 vulnerabilità nel suo software Endpoint Manager (EPM) di Ivanti sono state pubblicate, tra cui due falle di elevata gravità che potrebbero consentire l’esecuzione di codice remoto e l’escalation dei privilegi.
Nonostante l’assenza di casi di sfruttamento, Tra le vulnerabilità si distingue il CVE-2025-9713 come un problema di path traversal di elevata gravità con un punteggio CVSS di 8,8, che consente ad aggressori remoti non autenticati di eseguire codice arbitrario se gli utenti interagiscono con file dannosi.
Si tratta del CWE-22, che viene sfruttata a causa della scarsa convalida degli input durante il processo di importazione delle configurazioni, il che potrebbe permettere a malintenzionati di caricare ed eseguire codice dannoso sul server.
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A completare il tutto c’è la vulnerabilità CVE-2025-11622, una vulnerabilità di deserializzazione non sicura (CVSS 7.8, CWE-502) che consente agli utenti autenticati locali di aumentare i privilegi, garantendo l’accesso non autorizzato a risorse di sistema sensibili.
Le restanti 11 vulnerabilità sono falle di iniezione SQL di gravità media (ciascuna CVSS 6.5, CWE-89), come CVE-2025-11623 e da CVE-2025-62392 a CVE-2025-62384. Di seguito la tabella delle vulnerabilità complessive rilevate.
SQL injection in Ivanti Endpoint Manager allows a remote authenticated attacker to read arbitrary data from the database.
6.5 (Medium)
CVSS:3.0/AV:N/AC:L/PR:L/UI:N/S:U/C:H/I:N/A:N
CWE-89
Ivanti ha sottolineato che tutti i problemi sono stati segnalati in modo responsabile dal ricercatore 06fe5fd2bc53027c4a3b7e395af0b850e7b8a044 tramite laZero Day Initiative di Trend Micro, sottolineando il valore della divulgazione coordinata nel rafforzamento delle difese.
Al momento della divulgazione, Ivanti ha confermato che non ci sono attacchi attivi in corso. Di conseguenza, non sono stati resi pubblici né exploit proof-of-concept né indicatori di compromissione (IoC).
Tuttavia, il potenziale di esfiltrazione dei dati tramite iniezioni SQL potrebbe favorire campagne più ampie, simili a incidenti passati che hanno preso di mira console di gestione come quelle di SolarWinds o Log4j.
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Sono interessate le versioni 2024 SU3 SR1 e precedenti di Ivanti EPM, mentre la versione 2022 è giunta al termine del suo ciclo di vita a partire da ottobre 2025, lasciando gli utenti senza supporto ufficiale.
Per i CVE di gravità elevata, le correzioni sono previste per EPM 2024 SU4, la cui uscita è prevista per il 12 novembre 2025. Le iniezioni SQL seguiranno in SU5 nel primo trimestre del 2026, con un ritardo dovuto alla complessità di risolverle senza interrompere le funzionalità di reporting.
Ivanti ha sottolineato che l’aggiornamento all’ultima versione 2024 mitiga già gran parte del rischio grazie a controlli di sicurezza avanzati. I clienti con versioni EOL (fine del ciclo di vita) sono esposti a un rischio maggiore e dovrebbero migrare tempestivamente per evitare vulnerabilità non corrette.
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