Le recenti scansioni condotte sul web pubblico hanno rivelato una preoccupante vulnerabilità che affligge circa 150.000 sistemi Fortinet FortiOS e FortiProxy. Il problema critico, identificato come CVE-2024-21762, apre la porta all’esecuzione di codice senza la necessaria autenticazione, rappresentando una minaccia significativa per la sicurezza informatica.
La conferma dell’attivo sfruttamento di questa falla è arrivata il mese scorso dal CISA, l’Agenzia per la Sicurezza Cibernetica statunitense, che ha inserito la vulnerabilità nel suo catalogo di Vulnerabilità Conosciute e Sfruttate (KEV).
La situazione è stata ulteriormente evidenziata quando, quasi un mese dopo che Fortinet ha affrontato il problema, la Shadowserver Foundation ha annunciato di aver individuato quasi 150.000 dispositivi ancora vulnerabili. Tuttavia, Piotr Kijewski di Shadowserver ha sottolineato che l’effettivo numero di dispositivi esposti potrebbe essere inferiore se gli amministratori applicassero le mitigazioni consigliate anziché limitarsi ad aggiornare i sistemi.
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Dispositivi con versioni vulnerabili di FortiOS e FortiProxyfonte: The Shadowserver Foundation
La gravità della situazione è enfatizzata dal punteggio assegnato al CVE-2024-21762, un 9.8 secondo NIST, il National Institute of Standards and Technology. Questa vulnerabilità espone i dispositivi a possibili attacchi da parte di utenti malevoli, che potrebbero sfruttarla inviando apposite richieste HTTP.
Tuttavia, i dettagli sugli autori degli attacchi rimangono limitati, poiché l’attività di sfruttamento non è sempre evidente nelle piattaforme, suggerendo un approccio selettivo e sofisticato da parte degli aggressori.
Le aziende che utilizzano sistemi SSL VPN sono invitate a verificare la presenza della vulnerabilità tramite uno script Python sviluppato da esperti della sicurezza. FortiOS e FortiProxy, sistemi operativi e soluzioni di sicurezza di Fortinet, rappresentano pilastri fondamentali nella protezione delle reti aziendali. Tuttavia, è essenziale agire tempestivamente per mitigare il rischio e proteggere le infrastrutture digitali da potenziali attacchi.
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
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