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7-Zip sotto attacco: un bug di heap overflow può portare all’esecuzione di codice remoto

27 Maggio 2026 16:28
In sintesi

La versione 26.00 di 7-Zip nasconde una vulnerabilità critica nel gestore NTFS che può portare a overflow dell’heap e potenziale esecuzione di codice arbitrario. Il problema, identificato come GHSL-2026-140, nasce da una sottoallocazione nel calcolo delle unità di compressione NTFS. Un singolo file costruito ad arte può bastare per innescare la catena di corruzione della memoria.

7-Zip, il celebre compressore di file, in particolare la versione 26.00 è stato aflitta da una vulnerabilità GHSL-2026-140 derivante da una sotto allocazione del buffer durante la gestione dei flussi compressi NTFS.

La funzione CInStream::GetCuSize() calcola la dimensione del buffer con uno shift a 32 bit. Quando i valori ClusterSizeLog >= 28 e CompressionUnit == 4 vengono combinati, assieme si arriva a uno shift di 32 bit.

Qui entra in gioco un comportamento indefinito del compilatore C++, che porta all’allocazione di un buffer di 1 byte invece di quello previsto. Il risultato è che un buffer molto piccolo viene utilizzato come se fosse gigantesco ed è da li che il tutto collassa.

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CVESeveritySintesi vulnerabilità
CVE-2026-48095Alta (CVSS 8.8)Heap overflow causato da sottoallocazione nel calcolo del buffer NTFS

La vulnerabilità si manifesta quando un parser NTFS accetta delle immagini costruite ad hoc, dall’estensione del file. .zip o .7z possono essere interpretati come NTFS se la firma viene riconosciuta. Il flusso di esecuzione diventa quindi pericoloso:

  • allocazione _inBuf errata (1 byte)
  • scrittura di dati compressi fino a 256 MB
  • sovrascrittura heap immediata

Il punto più critico è che la l’operazione di lettura scrive dei dati controllati dall’attaccante direttamente nell’heap e questo porta ad una corruzione di oggetti interni e al possibile dirottamento della vtable.

Sui sistemi x86 e x64, questo comportamento cambia nei dettagli, ma non nella sostanza, infatti l’overflow si verifica comunque. Su macchine con sufficiente memoria l’allocazione dell’output buffer da 8 GB può andare a buon fine, lasciando comunque aperta la strada alla corruzione.

La ricerca è attribuita al team GHSL della GitHub Security Lab e al ricercatore Jaroslav Lobačevski, che ha documentato l’intera catena di exploit fino al controllo della memoria heap.


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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response