Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
700.000 record di un Registro Professionale Italiano in vendita nel Dark Web

700.000 record di un Registro Professionale Italiano in vendita nel Dark Web

11 Dicembre 2025 18:13

Un nuovo allarme arriva dal sottobosco del cybercrime arriva poche ore fa. A segnalarlo l’azienda ParagonSec, società specializzata nel monitoraggio delle attività delle cyber gang e dei marketplace clandestini, che ha riportato la comparsa su un forum underground di un presunto database contenente oltre 700.000 record appartenenti ad un Registro Professionale Italiano non meglio precisato.

L’annuncio, pubblicato da un utente che si firma gtaviispeak, descrive la disponibilità di una “fresh db” contenente una quantità impressionante di informazioni sensibili di un database ad oggi sconosciuto che contiene dati personali estremamente dettagliati.

Disclaimer: Questo rapporto include screenshot e/o testo tratti da fonti pubblicamente accessibili. Le informazioni fornite hanno esclusivamente finalità di intelligence sulle minacce e di sensibilizzazione sui rischi di cybersecurity. Red Hot Cyber condanna qualsiasi accesso non autorizzato, diffusione impropria o utilizzo illecito di tali dati. Al momento, non è possibile verificare in modo indipendente l’autenticità delle informazioni riportate, poiché l’organizzazione coinvolta non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito web. Di conseguenza, questo articolo deve essere considerato esclusivamente a scopo informativo e di intelligence.

Print Screen fornito da Paragon Sec a Red Hot Cyber

Il contenuto del database: un rischio elevatissimo

Secondo quanto riportato nel post, il database includerebbe una lunga lista di campi, tra cui:

  • Dati anagrafici completi: nome, cognome, sesso, luogo di nascita, data di nascita
  • Codice fiscale
  • Email e numeri telefonici (fissi e cellulari)
  • Password (non è noto di quale sito siano riferite)
  • Dati lavorativi: ente di lavoro, ruolo, categoria professionale
  • Indirizzi di residenza e domicilio
  • CAP, provincia, comune
  • Eventuali informazioni di gruppo e stato professionale
  • Dati amministrativi di registrazione
  • Indirizzo IP associato all’utente

La presenza di password in chiaro (o comunque disponibili nel dump) aumenta notevolmente il rischio di compromissioni successive, soprattutto se gli utenti riutilizzano le stesse credenziali su altri servizi.

La vendita avviene su Telegram

Il venditore invita gli interessati a contattarlo tramite un canale Telegram dedicato, una prassi ormai consolidata nelle dinamiche di vendita di database sottratti illegalmente. Nel post è presente anche un link a un presunto sample del dataset, finalizzato a dimostrare l’autenticità del materiale.

Una minaccia concreta per cittadini e aziende

Se confermato, questo leak rappresenta un rischio significativo per:

  • Frodi fiscali grazie alla disponibilità del codice fiscale
  • Phishing altamente mirato (spear phishing) basato su dati personali e professionali
  • Furti d’identità attraverso combinazioni di dati anagrafici, contatti e credenziali
  • Attacchi contro enti pubblici o professionali, sfruttando i dati lavorativi e l’email associata

Il livello di dettaglio dei campi elencati suggerisce che si tratti di un database istituzionale o comunque proveniente da una piattaforma amministrativa con dati certificati.

Sebbene un utente del forum abbia precisato che gli account non sarebbero ‘fresh’, ciò incide ben poco: informazioni come dati anagrafici, codice fiscale e recapiti non cambiano nel tempo. Di conseguenza, il materiale resta estremamente sensibile e può essere sfruttato con facilità per diverse tipologie di frodi.

Le fughe di dati provenienti da enti pubblici e registri professionali stanno aumentando in tutta Europa. I cybercriminali puntano sempre più su database certificati e ufficiali, poiché consentono attacchi più credibili e redditizi.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

1744358477148 300x300
Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…