Nel mondo digitale odierno, la sicurezza dei dati personali è una questione cruciale.
Purtroppo, ci sono individui senza scrupoli che cercano di sfruttare vulnerabilità tecniche ed umane a proprio vantaggio. Recentemente, un forum underground ha reso pubbliche ben 80.000 utenze e password di servizi noti come Netflix, NordVPN, Spotify (ed altri servizi online) di utenze italiane.
Queste violazioni sono ricorrenti e sollevano importanti questioni sulla protezione dei nostri account online e sull’importanza di adottare misure di sicurezza appropriate.
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Una delle principali ragioni per cui le utenze e le password vengono pubblicate nei forum underground è il fenomeno delle “combolist”.
Una combolist è un elenco di combinazioni di username e password che viene distribuito per far utilizzare servizi in modo anonimo oppure per accedere a risorse in modo fraudolento come in questo caso.
Le combolist diventano quindi un prezioso strumento per coloro che desiderano violare gli account delle persone e utilizzare dei servizi in modo anonimo e costantemente vengono pubblicate nei canali Telegram o nelle underground.
Ma come vengono raccolte queste enormi quantità di utenze e password?
I criminali informatici si avvalgono di diverse tecniche, tra cui l’utilizzo di malware come gli infostealer e le botnet. Gli infostealer sono programmi dannosi progettati per rubare informazioni personali dal computer delle vittime, inclusi username e password. Possono essere distribuiti attraverso e-mail di phishing, siti web compromessi o file scaricati da fonti non attendibili.
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Le botnet, d’altra parte, sono reti di computer compromessi che vengono utilizzate dagli hacker per condurre attacchi coordinati o come sistemi di raccolta informazioni. Questi computer, spesso ignari dei loro ruoli nella rete di botnet, vengono sfruttati per inviare spam, distribuire malware o eseguire attacchi di forza bruta sui servizi online. Attraverso l’uso combinato di infostealer e botnet, i criminali possono raccogliere un’enorme quantità di dati sensibili, comprese le credenziali di accesso ai servizi online.
Di fronte a tali minacce, è fondamentale adottare misure di protezione adeguate. Una delle prime linee di difesa consiste nell’utilizzare software antivirus affidabili e mantenerli costantemente aggiornati. Questi programmi possono rilevare e bloccare malware come gli infostealer, proteggendo i nostri dati personali da potenziali furti.
Tuttavia, non è sufficiente affidarsi solo al software antivirus. Dobbiamo anche assumere una condotta etica responsabile online. Ciò significa utilizzare password robuste e uniche per ogni servizio, evitare di cliccare su link sospetti oltre ad imparare cosa è la sicurezza informatica per non rimanere vittima di queste minacce.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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